Chiuse le indagini sul sottopasso Strozzi. Accuse a Di Benedetto, Di Nardo, Pasquini e Formigli I Lavori di costruzione del sottopasso del viale Strozzi e il rebus del project financing saranno verosimilmente discussi in un processo. La procura ha chiuso le indagini, nella convinzione che il project si sia risolto in un gran pasticcio ai danni del bilancio del Comune. I pm Giulio Monferini e Gianni Tei contestano laccusa di truffa aggravata ai danni del Comune (per aver gonfiato i costi) allex direttore dellurbanistica, architetto Gaetano Di Benedetto, responsabile del procedimento, difeso dallavvocato Nino DAvirro, nonché allingegner Vincenzo Di Nardo, presidente di Firenze Mobilità, la società che ha realizzato in project financing il sottopasso (oltre che i parcheggi della Fortezza, di piazza Beccaria e di piazza Alberti), a Mario Pasquini, consigliere delegato di Firenze Mobilità, e a Giorgio Formigli, legale rappresentante della Project Costruzioni, esecutrice dei lavori, tutti e tre difesi dagli avvocati Sandro Traversi e Sara Gennai. La procura parte dalla constatazione che il sottopasso di viale Strozzi prevedeva collegamenti verticali con la piazza soprastante e affacci verso la Fortezza e che limporto iniziale era di 7 milioni e mezzo di euro. Poi però sono state eliminate tutte le opere complementari. Nonostante ciò il costo del sottopasso è salito a 11 milioni e mezzo, con un incremento del 34, e il Comune si è accollato i maggiori costi per oltre tre milioni. Secondo laccusa, le spese sono state gonfiate contabilizzando quantità di materiali maggiori rispetto a quelle effettivamente utilizzate. Circostanza contestata dagli indagati. Gonfiati o meno, i maggiori costi non avrebbero dovuto in ogni caso essere accollati al Comune. Lo sostengono i consulenti della procura, secondo i quali nel project financing «è escluso qualsiasi meccanismo che comporti, in qualsiasi forma, la corresponsione di un prezzo» da parte del concedente (nel caso specifico il Comune di Firenze). Che, da parte sua, non avrebbe dovuto interferire sullattività del concessionario Firenze Mobilità, «intervenendo di fatto su aspetti che sono correlati al costo dellopera e al rischio di impresa». (f.s.)