Il suo nome come responsabile della neonata e controversa direzione della valorizzazione circola da tempo, ma è solo da pochi giorni che si è insediato al ministero dei Beni culturali. Mario Resca, manager voluto da Berlusconi e dal ministro Bondi nel nuovo incarico, in questo frattempo ha visitato i musei di altri paesi. «Lì, spiega, hanno creato ricchezza dalla cultura». Perché in Italia non riusciamo a fare altrettanto? I nostri musei, viziati dal fatto che disponiamo di un patrimonio culturale di gran lunga migliore degli altri per quantità e qualità, sono rimasti fermi a trent'anni fa: didascalie in italiano (solo qualche volta in inglese), informazioni scarne, orari non adeguati a una società mutata (vanno bene per chi è in vacanza, ma non per chi lavora): insomma, non sono friendly. In più, abbiamo 700 musei, tra statali e non, radicati nel territorio, ma che sono anche uno svantaggio, perché non hanno massa critica e bisogna spendere soldi per pubblicizzarli. L'obiettivo è che italiani e stranieri vadano più spesso al museo, invertendo una curva ora in lenta discesa. Come pensa di farlo? Da anni si parla della cultura come volàno dell'economia. Partiremo con le indagini di mercato: chiederemo ai visitatori attuali e a quelli potenziali cosa si aspettano dai musei. Si tratta, poi, di condividere obiettivi comuni con i direttori regionali, i soprintendenti e i direttori dei musei. In questa strategia i servizi aggiuntivi rappresentano un elemento fondamentale. Non è sufficiente avere il Mantegna a Brera se - dico per dire - ci sono lunghe code, è impossibile prenotare online, quando entro il personale non mi sorride, il bar non c'è o se c'è costa di più. Il ristorante è penoso perché gestito da incompetenti. I servizi aggiuntivi sono una priorità che stiamo già affrontando. Che voto si sente di dare alla gestione dei servizi aggiuntivi? Scarso. I privati devono migliorare e noi dobbiamo condividere con loro gli obiettivi di crescita. Va abbandonato il rapporto di reciproca diffidenza. C'è, però, un altro elemento: il ricavato dei servizi aggiuntivi non va al museo, ma all'erario. Questo crea demotivazione, perché il museo non ha voglia di migliorare i propri servizi aggiuntivi. E' fondamentale cambiare. Le gare per le nuove concessioni sono in stallo. Rimetterà mano alle linee guida per i bandi? Abbiamo già iniziato a lavorarvi. Le nuove gare staranno fatte con nuovi criteri. Brera sarà commissariata in vista dell'Expo 2015? Il ministro Bondi ha detto di voler realizzare, entro il 2015, la Grande Brera, un polo museale competitivo a livello europeo. Cosa è che oggi non è. Il commissariamento è uno strumento che accelerai tempi burocratici e lo stiamo valutando. Lei è anche presidente di Confimprese e siede nel Cda della Mondadori. Incarichi che configurano un conflitto di interesse con il nuovo incarico. Pensa di dimettersi? Non sono incardinato all'interno della burocrazia. Sono un esterno che ha ricevuto un incarico triennale. Se sorgeranno conflitti d'interesse verranno affrontati e risolti. D'altra parte, il ministero conosce fin dal primo momento le mie altre cariche.
MUSEI - Per il futuro stiamo st udiando nuovi criteri
Mario Resca, nuovo responsabile della valorizzazione della cultura, ha visitato i musei di altri paesi e ha notato che hanno creato ricchezza dalla cultura. In Italia, i musei sono rimasti fermi a trent'anni fa e non sono friendly, con orari non adeguati e informazioni scarne. L'obiettivo è invertire la curva in lenta discesa dei visitatori e aumentare la frequenza dei musei. Resca propone di partire dalle indagini di mercato e di condividere obiettivi comuni con i direttori regionali e i musei. I servizi aggiuntivi, come ristoranti e bar, sono fondamentali per migliorare l'esperienza del visitatore.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo