La cyberprotesta si è scatenata contro la legge Urbani sulla pirateria, quella che punisce lo scambio di musica, film o semplici files in rete, mettendo ko alcuni dei principali siti istituzionali. Per alcune ore di martedì mattina è stato difficile connettersi ai siti di Camera e Senato, della Gazzetta Ufficiale e della Siae mentre quello del governo è stato oscurato per molte ore, e alle 17 era ancora irraggiungibile. In alcuni messaggi apparsi già nei giorni scorsi sui forum del sito Punto informatico e di altri siti specializzati, viene affermato che il popolo della rete è «in rivolta». Secondo le voci della Rete queste prime azioni sono il preludio per una lunga «guerriglia». La via scelta per dare corpo alla protesta è quella del netstrike, una sorta di sit-in telematico, con migliaia di utenti che si collegano contemporaneamente allo stesso sito rendendolo, di fatto, non più visibile. La protesta contro i siti in questione, secondo un comunicato anonimo, durerà fino a quando i «pirati» non otterranno gli effetti sperati. Principale artefice del netstrike è ilBo.Bi. (Comitato boicottiamo il biscione) e molti altri utenti della Rete. «L'iniziativa è - ha spiegato Gianfranco Mascia del Bo.Bi. e candidato alle Europee nella Lista Di Pietro-Occhetto - anche contro la norma risalente al 1936, riproposta e attiva dal 21 maggio di quest'anno, che obbliga chiunque detenga siti, anche amatoriali, a depositare due copie del contenuto in uffici non meglio precisati a Firenze e Roma». «Tutto questo - ha detto Mascia - va contro la libertà d'informazione: riteniamo che siano regole anticostituzionali, e per questo abbiamo proposto il net-strike di oggi: un girotondo telematico, che blocca i due siti per un eccesso di visite». Ma la protesta telematica non finisce qui. Mascia ha annunciato un'analoga iniziativa nei confronti del sito del ministro Urbani per il 31 maggio. «Sarà attuata - ha sottolineato - se il ministro entro quella data non porrà rimedio a queste norme anticostituzionali». Nel frattempo sono oggi ripresi i lavori sui provvedimenti contro le cosiddette copie pirata digitali di film e di brani musicali. Il Governo ha infatti già avviato la costituzione della Commissione interministeriale per lo sviluppo del mercato e dell'industria dei prodotti intellettuali digitali e per l'adeguamento della Legge Urbani. La legge infatti, pur se entrata in vigore lunedì, è stata approvata dalle Camere con riserva. Infatti, contestualmente al voto, il Senato ha approvato un ordine del giorno con il quale impegnava il Governo a modificare il testo, eliminando la punibilità di chi scarica materiale proteto per uso esclusivammente personale