PADOVA Nessun ampliamento ai centri commerciali e vincoli severi per gli stabili che in passato sono stati oggetto anche di parziale abuso edilizio. E' questa la versione padovana del cosiddetto «Piano casa», che il Consiglio comunale dovrà approvare con delibera entro il prossimo 30 ottobre. Il progetto, firmato Antonino Pipitone (Politiche abitative e Edilizia privata) e Mauro Bortoli (Urbanistica), dopo il passaggio in Commisione Urbanistica, sarà presentato in giunta a metà settembre e in Consiglio entro fine ottobre. «Nessun ampliamento per i centri commerciali» Piano casa, le linee di Bortoli: esclusi anche gli abusi PADOVA Nessun ampliamento concesso ai centri commerciali e vincoli severi per gli stabili che in passato sono stati oggetto anche di (parziale) abuso edilizio. E' questa la versione padovana del cosiddetto «Piano casa», che il Consiglio comunale così come previsto dalla legge dovrà approvare con delibera entro il prossimo 30 ottobre. Il progetto, che porta in calce le firme degli assessori Antonino Pipitone (Politiche abitative e Edilizia privata) e Mauro Bortoli (Urbanistica), dopo il passaggio in Commisione Urbanistica, sarà presentato in giunta a metà settembre e poi proposto in Consiglio entro la fine di ottobre. Omogeneità E' stato proprio Mauro Bortoli a delineare i contorni dello «schema» di delibera con cui Padova applicherà nel concreto il «Piano casa», approvato lo scorso luglio dalla Regione. Prima di soffermarsi sui dettagli, però, l'assessore ha voluto porre in evidenza il principio ispiratore dell'intero disegno. «Sarà quello dell'omogeneità ha spiegato Bortoli . Sappiamo che gli interventi, pur nel rispetto delle norme civilistiche in materia di distanze, potranno essere realizzati anche in deroga ai piani regolatori; ma questo non deve farci perdere un atteggiamento organico e uniforme. Insomma, dovremo garantire una struttura coerente ed una crescita accettabile della città». Centri commerciali Il «Piano», come licenziato dalla Commissione Urbanistica della Regione, prevede in via generale la possibilità di ampliare le prime case del 20 del volume esistente con l'esclusione però delle abitazioni situate nei centri storici, in aree di non edificabilità assoluta o di particolare tutela. Ed è proprio nella previsione di ulteriori limiti, che si specifica il progetto di applicazione del Comune di Padova, abbozzato da Pipitone e Bortoli. «Dalla possibilità di ampliamento della cubatura abbiamo pensato di escludere i grandi edifici destinati alla vendita», ha dichiarato l'assessore all'Urbanistica. Si tratta dunque di un no categorico ai centri commerciali. Altri divieti Ma l'esecutività degli allargamenti verrà esclusa anche per gli stabili che sono stati in passato oggetto di abuso edilizio. «Su questo aspetto crediamo di poter trovare un ampio consenso», ha confermato Bortoli. Che poi ha aggiunto. «Nel divieto rientreranno pure gli edifici ad alta pericolosità idraulica, come per esempio quelli costruiti vicino ai fiumi o in prossimità degli argini». Molti, tuttavia, sono ancora gli aspetti sui quali i due assessori, assieme ai tecnici del Comune, dovranno lavorare. «E' vero, ci sono tanti punti poco chiari, specialmente sulle questioni del regolamento dei confini ha ragionato Bortoli . Intanto però proseguiamo nel lavoro e aspettiamo la circolare interpretativa della Regione. Bisognerà evitare iniquità o squilibri». Infine un'ultima nota espressa dall'assessore all'Urbanisica riguarda nel complesso il respiro del «Piano casa». «Darà respiro soprattutto agli artigiani ha commentato Bortoli . Ma per quanto riguarda le grandi imprese edilizie, il provvedimento potrebbe non essere sufficiente ». I dati forniti dall'Ance parlano di duemila posti di lavori salvati grazie all'applicazione della nuova norma nel Padovano: per i costruttori il giro d'affari potrebbe essere di un miliardo di euro. Giovanni Viafora
VENETO - Padova Piano casa, la linea di Bortoli. Nessun ampliamento ai centri commerciali
Il Consiglio comunale di Padova dovrà approvare entro il 30 ottobre il Piano casa, un progetto che prevede l'ampliamento delle prime case del 20 del volume esistente, con l'esclusione dei centri storici, aree di non edificabilità assoluta o di particolare tutela. Il progetto, firmato Antonino Pipitone e Mauro Bortoli, esclude anche gli ampliamenti per i centri commerciali e stabilisce vincoli severi per gli stabili che in passato sono stati oggetto di abuso edilizio. In particolare, gli edifici ad alta pericolosità idraulica, come quelli costruiti vicino ai fiumi o in prossimità degli argini, rientrano nel divieto.
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