rasporti Prove di riavvicinamento tra Regione e Comune: «Senza garanzie non si parte. Ma cambiando si perdono anni, è la legge» L'assessore: «Giusto valutare i progetti. I treni? A Campo di Marte, il resto è fantasia» Ha letto i quotidiani, ripensando alla lunga chiacchierata con Renzi durante le celebrazioni per la Liberazione di Firenze, e ha deciso di mettere i puntini sulle «i», chiarendo il nodo della questione Alta velocità. Riccardo Conti, assessore regionale all'urbanistica ed ai trasporti da dieci anni, spiega la posta in palio e rilancia un accordo con il neo-sindaco. Prove di dialogo, insomma, dopo lo scontro sui dieci anni che secondo Conti ma non per Renzi si perderebbero se si cambiasse il progetto della Tav. Mentre Sinistra Democratica, con Eros Cruccolini e Alessia Petraglia (capigruppo in Palazzo Vecchio e in Regione), si schierano col sindaco di Firenze e invitano Conti «a non avere un atteggiamento miope». Assessore, che succede sul progetto fiorentino della Tav? «Al di là di qualche accento e coloritura diversa, al netto delle battute che piacciono a me e a Matteo (Renzi, ndr ), c'è una convergenza di fondo sul cuore del problema. Io e Matteo, Regione e Comune, siamo d'accordo che finché non c'è l'ok dell'Osservatorio ambientale sul progetto esecutivo del tunnel e della stazione sotterranea, non si parte. O ci sono tutte le necessarie garanzie per la città, o i cantieri non inizieranno». Sicurezza prima di tutto. «Certo, su questo c'è assoluta sintonia con Palazzo Vecchio. E del resto sulla sicurezza lavora da anni l'Osservatorio ambientale, dove c'è il Comune ma anche la Regione, come da mesi lavora sul progetto esecutivo che prima non c'era. L'Osservatorio ha chiesto ulteriori approfondimenti sul problema della falda: e, detto che metropolitane e gallerie ci sono in tutto il mondo e attraversano anche falde idriche, le risposte devono essere convincenti » . Altrimenti? «Se l'istruttoria non sarà ritenuta adeguata e l'ente di controllo chiederà adeguamenti, il progetto dovrà essere adeguato e Fs dovrà farlo con i migliori esperti a livello mondiale: non ci accontenteremo di nulla di meno, no a soluzioni tirate via». Chi pagherà gli eventuali costi aggiuntivi? «L'impresa appaltante e le imprese che hanno vinto l'appalto, certo non gli enti pubblici». Ci sono garanzie, partiti i lavori, che non si ripeta un caso-Mugello? «Certo. Proprio perché abbiamo imparato dal Mugello, l'Osservatorio ha il potere di fermare i lavori in ogni momento e per quanto tempo ritenga necessario se ci saranno criticità e se non arriveranno soluzioni per superarle». Renzi è andato da solo dall'amministratore delegato di Ferrovie Moretti, e dice di volerci vedere chiaro: è d'accordo con questo «stile»? «Come ho detto anche a lui, le decisioni devono essere condivise, come è stato finora in tutti gli accordi e protocolli e quindi io non chiederò di vedere Moretti, né voglio sapere cosa si sono detti lui e Matteo. Ma chiedo di agire da adesso in poi di concerto e chiedo anche che l'Osservatorio faccia quanto prima una relazione alla Regione. Sul vederci chiaro Matteo come sindaco di Firenze ha tutto il diritto di dirlo, ma come presidente della Provincia ha visto alcune cose, conosce elementi, ha firmato accordi... È però giusto vedere meglio, anche perché adesso siamo ad un livello di dettaglio, il progetto esecutivo, che permette un'analisi approfondita » . Ha l'impressione che sul progetto Tav Ferrovie voglia forzare i tempi? «Il tempo è il problema dei problemi, ma anche qui siamo d'accordo con il sindaco e vogliamo fare presto, avere velocemente le risposte. Di sicuro noi, e intendo tutte le amministrazioni locali, non vogliamo perdere tempo: sappiamo che il mondo non può fermarsi perché a Firenze non si decide. Sappiamo che il rischio peggiore è che il provvisorio diventi definitivo, penalizzando Firenze, la Toscana, i pendolari che si meritano un servizio migliore». A proposito di tempi, lei ha però detto che se i progetti si cambiano servirà una nuova valutazione ambientale, una nuova Via, anni... «È una cosa ovvia, lo dice la legge. Se si cambia il progetto si ricomincia da capo e serve anche una nuova Via con tempi certamente lunghi, ma necessari per avere garanzie per l'ambiente e la città». Cosa pensa dei nuovi progetti e di una nuova localizzazione della stazione dell'Alta velocità? «Guardi su questo c'è intesa assoluta con quanto detto da Renzi: interrompiamo il 'Fanta-Tav'. Risolviamo i problemi tecnici insieme, anche con Fs, e solo sulla base dei dati prendiamo decisioni politiche » . Quale sarà la stazione provvisoria dell'Alta velocità? «Gli accordi sono chiari: Campo di Marte. E lì andranno solamente treni in più, non convogli tolti da Santa Maria Novella che non sarà declassata. Il resto è soltanto 'Fanta-Tav', appunto; come l'ipotesi Statuto per i treni di Della Valle » . Pace sull'Alta velocità insomma. E sull'aeroporto? «Si deve uscire dalla logica della Firenzina in cui ognuno parla per sé. Serve una governance tra Regione, Provincia, Firenze e Comuni interessati, Sesto e Campi su tutti. La provocazione di Chini sul chiudere Peretola? Conosco bene Adriano e so che voleva dire che Campi non deve essere penalizzata. E sono d'accordo, nessun territorio deve essere penalizzato: proprio per questo con la Provincia abbiamo varato la valutazione integrata delle 5 ipotesi di nuova pista. Discuteremo tutti insieme, partendo dai fatti, non dalle polemiche o da decisionismi che se sono unilaterali diventano solo paralizzanti». Mauro Bonciani
TOSCANA - URBANISTICA. Tav, la tregua di Conti: d'accordo con Renzi
L'assessore regionale all'urbanistica ed ai trasporti, Riccardo Conti, ha spiegato la posta in palio per l'accordo tra Regione e Comune di Firenze per il progetto della Tav. Conti ha sottolineato l'importanza della sicurezza lavori prima di tutto, e ha detto che se non ci sono garanzie, i cantieri non inizieranno. Ha anche affermato che il progetto esecutivo del tunnel e della stazione sotterranea deve essere adeguato e che l'Osservatorio ambientale deve fare ulteriori approfondimenti sul problema della falda. Conti ha anche detto che il progetto non si cambierà e che la stazione provvisoria dell'Alta velocità sarà Campo di Marte, e che gli accordi sono chiari.
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