La minoranza di Vezzano Nostra, a proposito dell'articolo a firma Paolo Asti su La Spezia provincia di Sarzana in ambito di offerta culturale-ricreativa, per il tramite dei suoi consiglieri Paolo di Martino e Capri Simone, prende spunto per alcune brevi riflessioni. Sebbene la cultura non debba soffrire di campanilismi o gelosie territoriali proprio per la sua essenza e la sua finalità, non si può non riscontrare la tendenza ad una concentrazione territoriale di una certa offerta culturale di richiamo. La Provincia nei suoi compiti istituzionali di coordinamento in ambito culturale e turistico, dovrebbe avere maggiormente a cuore l'interesse di tutto il territorio con il precipuo scopo di aiutare tutte le aree ed i comuni (per dimensioni e risorse meno fortunati, [e talora capacità]) ad entrate nel circuito più ampio dell'offerta culturale per così dire "maggiore". E' proprio di circa un anno fa la pubblicazione da parte del Parlamento europeo di un interessante studio circa il sostegno del turismo culturale, nella prospettiva della destagionalizzazione e della rigenerazione delle città e dei borghi viciniori attraverso la valorizzazione dei beni culturali e archeologici e dell'offerta culturale diversificata appunto. Lo studio raccomanda, infatti, di promuovere il patrimonio e il turismo culturale per diversificare l'offerta turistica, facendola divenire occasione di volano per l'economia anche di zone sotto questo aspetto più arretrate o sfavorite. Una progettualità integrata che coinvolga anche la realtà più piccole, magari geograficamente limitrofe (come Vezzano appunto), consentirebbe l'allargamento dell'offerta, della visibilità, della ricettività dando anche qualche boccata economica di ossigeno in più. Vezzano Nostra si è battuta e si batte affinché un paese così bello e strategico sotto il profilo logistico, sino ad oggi "reietto", sia inserito anche grazie all'intervento superiore della Provincia nei piani dell'offerta culturale di Sarzana e della Spezia. Non si comprende come mai le amministrazioni precedenti e tantomeno quella attuale, anche proprio in ragione della scarsità delle finanze comunali, non abbiano ancora offerto la disponibilità delle proprie piazze a manifestazioni come il Festival della Mente contribuendo ad allargare così ancor più il cerchio della manifestazione a tutta la vallata della Magra (ed è solo uno dei possibili eventi). Ma si sa, investire in cultura equivale a investire in "intelligenze", le intelligenze si sa portano a teste pensanti e le teste pensanti si sa sono dotate di capacità di comprensione delle situazioni e dei problemi Paolo di Martino Simone Capri