Un rapporto di cinquecento pagine chiama in causa il sindaco e un parlamentare del Pdl Il dossier: infiltrazioni malavitose. Il premier: nessun indagato Il primo cittadino Parisella e il sena-tore Fazzone soci in unazienda interes-sata a varianti prg ROMA - Silvio Berlusconi non lo vuole sciogliere, il comune laziale di Fondi, governato da centrodestra e Udc, che la leggenda vuole fondato da Ercole, perché, ha spiegato il premier alla conferenza stampa di Ferragosto al Viminale, «a nessun politico di quellamministrazione è arrivato un avviso di garanzia». La richiesta di commissariamento era stata proposta l8 settembre dal prefetto di Latina Bruno Frattasi e presentata a febbraio dal ministro dellInterno Roberto Maroni al consiglio dei ministri. Il mancato scioglimento di Fondi è da tempo diventato un caso politico nazionale: il Pd ha presentato interrogazioni (lultima del senatore Vincenzo Vita), mentre lIdv, col senatore Stefano Pedica, ha interrotto per protesta una conferenza stampa del ministro Gelmini e, poi, steso davanti a Palazzo Chigi uno striscione con la scritta "fuori la mafia dalle istituzioni". La polemica è cresciuta quando è trapelato che nella relazione prefettizia si parla anche degli interessi e del conflitto di interessi, a Fondi - legati a varianti urbanistiche - di due politici del Pdl, il senatore Claudio Fazzone (che, guarda caso, nei giorni scorsi ha chiesto «una commissione dinchiesta sulloperato del prefetto»), e lo stesso sindaco Luigi Parisella. Fazzone e Parisella sono soci in una srl, la Silo, che ha come statuto «la conservazione di frutta». Solo a Ferragosto, tuttavia, dopo lintervento del premier che ha di fatto sfiduciato loperato di Frattasi, sè finalmente saputo il perché del mancato scioglimento. E il motivo è che per il consiglio dei ministri non è sufficiente la relazione di 507 pagine del prefetto integrata da 9 faldoni di documenti. Non basta, in sostanza, che, dopo alcuni mesi di indagini allinterno del comune (il cosiddetto accesso), di polizia, carabinieri, guardia di finanza e perfino del corpo forestale dello Stato, la relazione abbia delineato «un quadro complesso che riguarda senzaltro la figura del sindaco Luigi Parisella, di alcuni esponenti consiliari di maggioranza, nonché della stessa macchina amministrativa che in tutte le sue articolazioni risulta interessata da illegittimità gravissime e diffuse». Troppo poco, per il premier e per «alcuni ministri», che sia stata «accertata la contiguità del sindaco» con un imprenditore che ha «collegamenti con elementi della ndrangheta e col clan camorristico dei Casalesi». Che il comune di Fondi mantenga «comportamenti di indubbia gravità, dimostrando unallarmante insensibilità verso lesigenza di una corretta azione che dissolva il sospetto di porsi al servizio di interessi di tipo criminale, in ciò dimostrandosi oggettivamene collusiva». Che i soci della srl Silo, Fazzone e Parisella, siano avvantaggiati da una variante al piano regolatore votata dallo stesso sindaco. E che un loro socio sia fratello di una persona legata a una famiglia malavitosa. Troppo poco, per il consiglio dei ministri, che «la macchina amministrativa comunale, anche dopo laccesso prefettizio, abbia ripreso a funzionare secondo modalità di opacità e imparzialità che rappresentano lanticamera del malaffare, in dispregio delle leggi». Tutto questo non è sufficiente per sciogliere Fondi. E ora è tutto da rifare: il ministro dellInterno, sempre a Ferragosto, ha annunciato di aver rinnovato lincarico al prefetto di Latina di rifare una nuova relazione, questa volta che tenga conto delle novità legislative introdotte dalla legge sicurezza. «Ma in quelle norme - replica il capogruppo pd in Antimafia, Laura Garavini - non cè mai scritto che per sciogliere un consiglio comunale qualche amministratore in carica debba essere raggiunto da un avviso di garanzia. La legge sullo scioglimento, infatti, è preventiva rispetto allazione penale». È stato il leader dellIdv, Antonio Di Pietro - che sul suo blog ha dedicato un commento alla vicenda - a ricordare al presidente del Consiglio che «altri due comuni, Fabrizia e Vallelunga Pratameno, sono stati sciolti dal governo per gli stessi motivi di Fondi».
Fondi, lallarme-mafia del prefetto ma il governo non scioglie il Comune
Il premier Silvio Berlusconi ha dichiarato che nessun politico del comune di Fondi, governato dal Pdl, è stato raggiunto da un avviso di garanzia. Il comune è stato oggetto di una richiesta di commissariamento da parte del prefetto di Latina Bruno Frattasi e del ministro dellInterno Roberto Maroni. La polemica è cresciuta quando è trapelato che il sindaco Luigi Parisella e il senatore Claudio Fazzone sono soci in una srl che ha interessi con varianti urbanistiche. Il premier ha spiegato che la relazione prefettizia, che è stata integrata da 9 faldoni di documenti, non è sufficiente per sciogliere il comune.
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