Caro direttore, La Campania punta al turismo. Il futuro sviluppo economico è legato alla valorizzazione del suo straordinario patrimonio. Ricchezza che non si può copiare, e che attende milioni di nuovi visitatori, gli asiatici, indiani e cinesi, che sognano il viaggio in Italia. Purtroppo questo luogo meraviglioso, paradiso abitato dagli Dei, e protetto dai Santi, secondo l'assessore al turismo regionale, Riccardo Marone, è perseguitato dalla sfortuna. Un fato avverso contro cui è inutile lottare, un destino cinico e baro che blocca i depuratori, riempie l'acqua marina di milioni di colibatteri al centimetro cubo, lascia per giorni senza corrente una intera isola, Ischia, mettendo in ginocchio albergatori, ristoratori e padroni di casa, che gridano al disastro. Un fato avverso responsabile di disservizi di ogni genere, dagli esagitati comitati di accoglienza all'aeroporto, indetti da disoccupati organizzati, al labirintico arredo urbano all'uscita della stazione centrale, al miserabile spettacolo del suk dei poveracci lungo i marciapiedi di via Garibaldi, a quello di via Marina, con la misteriosa principessa degli homeless, addormentata in una foresta di sterpaglie, sul basamento di una torre antica, circondata da un tappeto argenteo di recipienti in alluminio, contenitori di cibo vuoti, tra i quali, in pieno giorno, sotto i cartelli «zona derattizzata », passeggia una bella zoccola, alla desolante immagine di sacchetti variopinti e maleodoranti di rifiuti, depositati davanti ai monumenti e chiese in via dei Tribunali, come in altri luoghi del centro storico, dove gli esercizi pubblici destinati all'accoglienza sono perlopiù chiusi, e i turisti si aggirano sperduti in assenza di indicazioni stradali, riguardo ai percorsi da compiere per raggiungere musei e siti archeologici, fatale confusione ovunque, anche al molo Beverello, tra tabelloni non aggiornati, ritardi, cancellazioni di aliscafi e di corse del mitico Metrò del Mare. Ebbene, in quest'estate tanto sfortunata, con abitanti e turisti in grave difficoltà, che cosa fa l'ineffabile assessore regionale Marone? Invece di prendere esempio da Bertolaso e i suoi, che in Abbruzzo si battono col tempo, convinto che contro il destino ci sia poco da fare, come un generale che fuggisse in piena battaglia, se ne va lontano nelle acque limpide e chiare delle isole Eolie e da Stromboli rilascia interviste. Parla di «piccoli inconvenienti », di incidenti casuali, ingigantiti dalla stampa, alludendo all'emergenza depuratori e a tutto il resto. Certo è stato duro il suo primo mese all'assessorato, concluso con l'incresciosa vicenda delle «lune di Pompei», lune di traverso, a causa del mancato coordinamento tra Regione e Soprintendenza che, come al solito, ha tardato a rilasciare le necessarie autorizzazioni, lasciando turisti italiani e stranieri con un palmo di naso, e albergatori con crisi di nervi. Marone, il fatalista, ha scelto il meritato riposo a Stromboli, non sappiamo quanto ben retribuito, lontano dalle beghe campane: intorbidimenti di acque, putrefazioni di alghe, degrado, disorganizzazione. C'è un tempo per le vacanze e un tempo per il lavoro, quasi un anno ancora di governo regionale, per occuparsi di turismo, tra indispensabili festival, sagre di paese, teatri, feste popolari, spettacoli vari, per smaltire fino in fondo i vari fondi Poin, Por e Fas. Parlamentare Pdl
L'intervento. Caro Marone, ritorna da Stromboli
L'assessore regionale della Campania, Riccardo Marone, ha scelto di trascorrere le vacanze a Stromboli, lontano dalle preoccupazioni legate al turismo e alla valorizzazione del patrimonio della regione. La Campania è in crisi, con problemi di depuratori, rifiuti e disorganizzazione, che hanno impedito ai turisti di godere del suo patrimonio. L'assessore ha scelto di non affrontare i problemi, piuttosto di concentrarsi su piccoli inconvenienti e incidenti casuali. La sua scelta è stata criticata, poiché la regione ha bisogno di un leader che si occupi dei problemi fondamentali.
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