Dall'ufficio stampa della Fondazione Campania dei Festival riceviamo e pubblichiamo. Gentile direttore, in merito all'intervento pubblicato il 12 agosto a firma di Luciana Libero dal titolo «Quei milioni non salvano il nostro teatro», è necessario ancora una volta correggere affermazioni generiche ed errate, che nell'intervento vengono invece presentate come informazioni. L'autrice elenca tra altri anche i trenta milioni di euro assegnati al Napoli Teatro Festival Italia, ma dimentica di specificare che la cifra è la somma di un intervento che si riferisce a sette anni (2007-2013) e vale quindi per un importo pari a poco più di 4 milioni all'anno. Stesso discorso vale per il progetto «Arrevuoto », dove i tre milioni citati nell'intervento corrispondono alla somma di un milione l'anno, per tre anni. La Fondazione Campania dei Festival dispone quindi annualmente di cifre diverse da quelle che la signora Libero invita a valutare per confronti e conclusioni inopportune. Sono cifre che non sono sottratte alla tradizionale spesa contributiva a favore del teatro regionale (e che a quella potrebbero essere rivolte), perché provengono da fonti diverse (l'Europa) e sono utilizzabili solo per iniziative di quella scala e con quegli obbiettivi specifici. Sono cifre che non possono certamente «salvare il nostro teatro », ma che aiutano ad aprire la cittàdi Napoli e il suo sistema culturale e produttivo a un più ampio contesto internazionale, offrendo (nel tempo e progressivamente) alle potenzialità regionali un palcoscenico europeo e all'Europa teatrale l'occasione di riconoscere anche Napoli tra le proprie capitali culturali. Non a caso infatti (e come già documentato nelle sedi competenti) il 76 dell'intero ammontare delle risorse annualmente impegnate per realizzare i due progetti ha come destinatari attori, danzatori, registi, artisti, imprese, teatri, ditte, maestranze, personale, professionisti napoletani e della Campania. Una nota arriva anche dall'ufficio stampa della Presidenza della Regione. Vi si dice fra l'altro quanto segue. Nella programmazione di spesa dei fondi Ue 20072013 la cultura è stata considerata settore strategico d'investimento. Perciò nell'Agenda 200713 abbiamo definito un'apposita misura (unici in Italia), la 1.10, dal titolo «La cultura come risorsa». Con delibera 103909 la Giunta regionale ha programmato le risorse europee destinate a questo scopo, individuando un sistema di azioni-guida tese a sostenere il rafforzamento e il rilancio del settore nelle sue componenti pubbliche e private e attraverso i progetti promossi da teatri e musei, la realizzazione di grandi eventi, la produzione di audiovisivi, etc. Le risorse per questi progetti sono affidate per un importo non superiore al 50 alla responsabilità pubblica (con attività realizzate dalla Regione attraverso propri enti) e per il rimanente 50 alla responsabilità di soggetti terzi (operatori pubblici e privati) da individuare attraverso procedure d'evidenza pubblica. Queste azioni hanno lo scopo di rafforzare in Campania un'identità culturale articolata, forte delle sue tradizioni ma capace di affrontare i nuovi scenari internazionali.