II progetto che deturpa la Fortezza da Basso Il nuovo "mostro" di Firenze sta addossato alle mura cinquecentesche della Fortezza di San Giovanni Battista, comunemente detta Fortezza da Basso. E dietro il "mostro", che questa volta non ha le fattezze di un povero contadino di Merca-tale Val dì Pesa, stanno i volti di quelle "caste Susanne" tutto pace, cortei e fiaccolate che siedono dentro gli uffici del Palazzo Vecchio. E non solo loro. Si tratta di un occulto perverso intreccio di interessi che salda insieme non soltanto alcuni personaggi cospicui della nomenclatura politica fiorentina, ma una fìtta rete di rapaci e ingordi potentati economici che tengono da anni in pugno la città. Tutto comincia in sordina, com'è nelle storiche abitudini di queste contrade. Si prese l'avvio dalla necessità di costruire un parcheggio per autoveicoli che consentisse agli espositori di Pitti e a quanti frequentassero l'area espositiva della Fortezza, di muoversi con maggiore agilità in quegli spazi esterni angusti e di grande traffico. fl progetto venne affidato alla società Hydea che,. senza giustificazione alcuna, uscì di scena per essere sostituita ci sta dietro questa sigla, ma soprattutto come ha fatto la società appaltatrice a modificare il progetto originario e a ottenere di erigere un manufatto orribile che concretamente si appoggia alle mura della storica Fortezza deturpandole irrimediabilmente? Cominciamo dalla prima domanda. La "Firenze mobilità" è una "project financing" partecipata da ben 11 imprese tra le quali la società "Firenze parcheggi" che ( ma guarda un po') appartiene all'amministrazione comunale di Firenze. Ma non finisce qui, perché la "mobilità", con delibera comunale ottobre 2001, si aggiudica un pingue pacchetto di interventi urbanistico-stradali per 50 milioni di euro. Ancora, la "project financing" è un progetto d'intervento previsto dalla legge Merloni e prevede che un privato possa costruire un'opera di interesse pubblico ma abbia la possibilità di rientrare dei capitali investi-titi e giustamente possa guadagnarci, gestendo l'opera realizzata per un certo numero di anni. Tutto chiaro allora? Certo, ma il Comune di Firenze (guidato dal diesano Domenici) non è una società privata e non si può né deve proporsi fini di lucro e inoltre sembra singolare che il Comune possa modificare e approvare un nefasto progetto di sfregio all'estetica cittadina qua! è il "parcheggio mostro" della Fortezza. La vicenda però presenta ancora un lato oscuro. Quando la "mobilità" subentra nell'esecuzione dei lavori alla società Hydea che recede, scopre che sotto le mura dell'illustre fortezza sorge una falda acquifera molto importante che non è possibile "scavalcare". Il parcheggio, invece che su tre piani deve dispiegarsi su due. E allora presenta una variante di piano all'amministrazione comunale, il progetto dell'ottobre 2003, e detto fatto acquista in altezza quello che aveva perduto in profondità. Ad aggravare l'oscenità del caso, la prevista presenza, a ridosso delle antiche mura, di un modernissimo outlet. Ma è possibile che in una città di pignoletti e perfezionisti come Firenze, una città di precisetti per definizione, un luogo dove non puoi piantare un chiodo nel muro senza suscitare le ire e gli allarmi delle terribili sovrintendenze vigilanti, possibile che il Comune connivente conceda e che nessuno alle Belle Arti si accorga di nulla? Beh no, la colpa, come si sa, morì fanciulla, anche a Firenze, città di caviliosi causidici. E infatti, Paola Grifoni sovrintendente subentrata da poco a Paolo Valentino, ha detto 'Valuteremo se ci sono gli estremi per bloccare tutto. Sono qui da poco, ma a quanto mi risulta il progetto che si sta realizzando non è stato autorizzato". "Non è vero - è insorto il Comune precisettino e dies-sino di Firenze - non è affatto vero. H progetto in opera è esattamente quello visto e approvato dal sovrintendente Valentino". Gabbiamo detto cEe la colpa mòri fanciulla. Valentino, messo alle strette nega a sua volta con fermezza: "Questo progetto non l'ho mai visto né autorizzato. Detti solo una conferma generica al progetto del 2001. Solo dopo ho saputo che anche quel progetto era stato bocciato dal mio predecessore Lolli-Ghetti. Ma il Comune, chissà perché evitò dì informarci di quella bocciatura". Un bel gioco di scaricabarile, un bel gioco all'italiana. Solo che questa volta, nella strana faccenda è invischiato un "comune rosso" che si è sempre presentato come zelante custode degli interessi dei cittadini. Fi-nalino da Palazzo Vecchio: tutto è a posto e in ordine. E allora perché avete occultato il "mostro" con grandi cartelli color del mare e avete risentito il taglio di ben quattro alberi secolari proprio dove sono emerse le paratie di cemento che occultarlo le storiche mura della Fortezza? D giovane sindaco iiessino che di nome fa Leonardo ha detto che lui quegli alberi li doveva per forza tagliare e che se non li segava ne avrebbe scapitato la fun-donalità del Polo esposìtivo dtuato nella Fortezza da Sassn Che sta succedendo dunque a Firenze, una città cocciutamente chiusa in se stessa e per di più al di fuori dei grandi circuiti culturali, una città priva di slanci e di grandi imprese, afflitta da un turismo straccione mordi e fuggì? La risposta è forse in questi discutibili lavori intrapresi dall'amministrazione comunale, probabilmente è da ricercarsi nei nomi dei soci che compongono le imprese partite all'assalto dei grandi lavori urbani, negli interessi che scavalcano le divisioni politiche e che invece accomunano le grandi famiglie, quelle che qui hanno sempre comandato.