Orti botanici e giardini di charme tra colori e profumi unoccasione per scoprire un universo vegetale che noi e i nostri figli ignoriamo Specie protette, alberi, cespugli arbusti, piante ornamentali acquatiche, aromatiche, grasse carnivore, rosai del 500, alpineti ed erbari da paradiso terrestre «Nel piccolo giardino, posto più in basso e cintato, che si stendeva lungo un lato della casa coi suoi cancelli di ferro battuto incrostati di ruggine, cerano rose, anemoni e gerani che invadevano sentieri chiazzati derba e i mandarini arruffati e incolti erano così carichi di fiori che il profumo era quasi opprimente; nei frutteti al di là del giardino regnavano la pace e il silenzio, rotto soltanto dal ronzio delle api e da un frullo dali tra le foglie». Così il grande etologo inglese Gerald Durrell raccontava, nel suo romanzo di culto La mia famiglia e altri animali, la sua bella estate di bambino di otto anni nel paradiso naturalistico, allepoca intatto e meraviglioso, dellisola greca di Corfù. Il paesaggio mediterraneo così vividamente e minuziosamente descritto nel libro - che consigliamo di leggere o far leggere ai ragazzi, oggi più che mai a corto di vocabolario - rimanda, pur in ambiente e latitudini differenti, alle nostre estati di campagna, a quegli stessi pomeriggi dilatati, fatti di prati, cicale, sentieri, gelati e biciclette, in cerca di avventura. Le merende sotto le querce, i tigli, gli ippocastani, i gialli denti di leone, i fiori viola da assaggiare, i petali rossi dei gerani per dipingere i muretti, i lamponi da raccogliere e mangiare, le rose selvatiche da rubare oltre il muretto per portarle alla mamma. Sembra un secolo fa? Ma no. Immersi nella natura, i ragazzi - anche i più incalliti metropolitani - sembrano regredire allo stato primordiale e paiono nuovamente capaci di appassionarsi ai giochi semplici, ai tesori animali e botanici della terra. Per chi intelligentemente in questi giorni resta in città, al riparo dalla minaccia dei vari "bollini", nella pace metafisica delle strade deserte, delle piscine comunali e delle offerte speciali negli ipermercati, un Ferragosto fuori dal comune si può trascorrere, con i bambini, al Giardino Rea, a San Bernardino di Trana, in Val Sangone, distaccamento botanico del Museo di Scienze Naturali di Torino (info su www. regione. piemonte. it), che oggi apre al pubblico gratuitamente dalle 14 alle 19 e domenica prossima dalle 15 alle 18 propone una "domenica a tema" dedicata alle famiglie botaniche. Quello di Rea è un paradiso terrestre con oltre duemila e cinquecento specie vegetali (di cui oltre duecento sono piante grasse) che derivano in parte dalle collezioni del suo fondatore, Giuseppe Giovanni Bellia, e in parte dalle nuove acquisizioni e prelievi. Specie protette, alberi, cespugli, arbusti, piante ornamentali, acquatiche, aromatiche, succulente e pure carnivore. È un trionfo colori e profumi che nellumidità delle serre confondono e stordiscono. E unoccasione per scoprire quanto poco sappiano i nostri figli, e quanto poco sappiamo noi stessi, di questo misterioso universo vegetale. Dal pino allorchidea, creature grandi e piccole che si vogliono senzanima, aprono finestre su mondi e geografie. Sono duemila le specie coltivate nellOrto Botanico dellUniversità, al Parco del Valentino, austero giardino che ha mantenuto la sua struttura architettonica barocca, meta regolare di scolaresche, che offre tutto lanno attività didattiche. Dal Boschetto allErbario, dalle serre alla collina dellAlpineto, fiori, profumi e forme cambiano e si avvicendano, gli ambienti si susseguono come in un libro di geografia; ma in modo meno pedante. A chi poi abbia tempo e voglia di mettersi in macchina per un viaggetto naturalistico da dedicare ai figli - magari con un manuale illustrato per riconoscere specie ed esemplari - si consiglia una visita ai "giardini segreti" del Castello di Pralormo (info su www. castellodipralormo. com), noto agli appassionati per la kermesse primaverile "Messer tulipano", che raccolgono - accanto al famoso rosaio cinquecentesco - agrumi, orchidee, piante esotiche dantan e succulente dalle rarissime fioriture. Il Castello, che è una casa privata e non un museo, ha tutto il fascino fané della residenza nobiliare ma sfortunatamente è chiuso ad agosto, dunque la gita va programmata per il primo weekend di settembre. In queste torride giornate si può ripiegare - si fa per dire - sullOrto botanico dellIsola Madre, la più grande delle Isole Borromee, sul Lago Maggiore. Unesperienza da favola, un imperdibile giardino incantato con piante rare e fiori esotici, abitato da pavoni, fagiani e pappagalli. Un luogo magico tra Versailles e i Caraibi. Cespugli di rododendri, esplosioni di azalee, glicini antichissimi e camelie (che però offrono le loro migliori performance in primavera). Il parco, per la felicità dei più piccoli, si raggiunge in battello. Info su www. isoleborromee. it.