Le nomine del ministero investono Roma e il Lazio. Il nuovo arrivato occuperà ad interim anche la carica capitolina Via Di Paola e Martines, dall'Umbria ecco Luciano Marchetti: «Piazza Navona e Tevere le priorità» CONTRASTI I lavori dell'Ara Pacis hanno spesso diviso il sovrintendente Di Paola e l'amministrazione comunale. A luglio partirà la gara d'appalto per la scalinata La rivoluzione delle nomine al ministero dei Beni culturali ha investito in pieno il Lazio. Da dove vengono allontanati sia il sovrintendente ai Beni architettonici di Roma, Roberto Di Paola, che prende la strada de l'Aquila e assume la dirczione regionale dell'Abruzzo, sia Ruggero Martines, il sovrintendente del Lazio, che assume la direzione regionale del Molise. Al loro posto arriva dall'Umbria (dove però resta fino alla fine dell'anno come vice-commissario per terminare la ricostruzione del dopo terremoto) Luciano Marchetti, che assume tutte e due le cariche: direttore generale per il Lazio e, ad interim, sovrintendente a Roma al posto di Roberto Di Paola. Un cambiamento a sorpresa quello per Di Paola, i cui rapporti con l'amministrazione Veltroni sono stati spesso faticosi, per non dire turbolenti. Che il sovrintendente ambisse ad una direzione regionale si sussurrava da tempo negli ambienti del ministero: ma le stesse voci davano anche per certo il suo desiderio di rimanere nella capitale, non di andare in «esilio», sia pure con una qualifica decisamente più alta, come è la direzione regionale. Una rivoluzione inaspettata che scatta dopo solo due anni dalla sua nomina a Roma: Di Paola è arrivato al San Michele nel marzo del 2002, proprio ai posto ai quel Ruggero Martines ora trasferito in Molise. È stato, dunque, una «meteora» nel panorama delle sovrintendenze romane, abituate a ben altri tempi di permanenza per chi tutela i beni della città. E se c'è anche chi afferma che Di Paola è molto contento di diventare direttore regionale, nessuno nasconde i suoi contrasti con la Giunta Veltroni. L'ultimo? La pubblicità salvamonumenti, quando il sovrintendente accetta che quelli di sua competenza vengano ricoperti di immagini pubblicitarie (sia pure con tempi certi) mentre il Comune dice no. Poi i lavori per l'isola pedonale in piazza di Spagna, dove, come ha scritto su queste colonne l'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut «il sovrintendente tra il febbraio 2003 e il gennaio 2004 impose modifiche che avrebbero potuto essere indicate con più rapidità». E soprattutto la costruzione del Museo dell'Ara Pacis, al quale non si è mai mostrato troppo favorevole e dove ha chiesto anche che fossero effettuati gli scavi per il porto di Ripetta. A luglio sarà indetta la gara per la scalinata di Richard Meier. Ma Luciano Marchetti, che al Comune di Roma ha lavorato agli inizi della carriera come dirigente all'ufficio Risanamento borgate e repressione dell'abusivismo, ha già le idee chiare: «Quando ci sono decisioni prese è inutile ricominciare sempre a discutere». Come dire: si va avanti. Quando arriverà nei suoi uffici, tra poco più di un mese, vuole avere un «rapporto di grande collaborazione con il Campidoglio, la Provincia e la Regione» e pensa alla costituzione di un ufficio coordinamento al San Michele, in grado di «rispondere a tutti i complessi problemi della capitale e del Lazio». Il suo sogno per Roma? «Ripristinare, come si è già iniziato a fare, il rapporto con il Tevere, cercando di renderlo simile alla Senna o al Tamigi» e «risistemare piazza Navona». E il «no» del sovrintendente archeologico La Regina al progetto del Campidoglio? «Nulla vieta di trovare nuove soluzioni».
Beni architettonici, bufèra sui sovrintendenti
Il ministero dei Beni culturali ha nominato Luciano Marchetti sovrintendente a Roma e direttore generale per il Lazio. Marchetti sostituisce Roberto Di Paola, che viene trasferito a direzione regionale dell'Abruzzo. Di Paola era stato nominato a Roma due anni fa e aveva avuto rapporti difficili con l'amministrazione comunale. Marchetti ha già le idee chiare per il suo nuovo ruolo e vuole avere un rapporto di collaborazione con il Campidoglio, la Provincia e la Regione. Il suo obiettivo per Roma è ripristinare il rapporto con il Tevere e risistemare piazza Navona. Marchetti sostiene che è inutile discutere se ci sono decisioni prese e vuole procedere con le cose.
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