Il neo assessore Giuliano Da Empoli disegna le nuove strategie: chi non usa il web è fuori Il nuovo assessore alla cultura e alla contemporaneità, Giuliano da Empoli, illustra modalità, strategie e punti salienti del programma che presenterà il 1 settembre solo sul sito web di Bar Camp. Intanto disdetta gli accordi sullex Meccanotessile e annuncia un nuovo studio per sbloccare Forte Belvedere. MARA AMOREVOLI Da Empoli: gestiremo noi il Forte Lassessore alla Cultura azzera gli accordi per il Meccanotessile Lintervista Chi vuole partecipare ai nostri programmi non potrà prescindere dallinformazione tecnologica. Il prossimo bando per lestate viaggerà solo in Rete: chi non sa di informazione telematica resta fuori Per il Belvedere cè un piano che prevede un percorso nelle aree vicino alla palazzina, con costi ragionevoli Voglio una mappa dei cinema chiusi, per poi poter programmare lincontro con i produttori di contenuti Ex Meccanotessile, punto e a capo. Il nuovo assessore alla cultura Giuliano Da Empoli disdetta gli accordi con la Regione. «Non sarà una scuola, ci facciano altro». E disegna nuove strategie e punti della "campagna dautunno" della politica culturale fiorentina. Terzo piano di Palazzo Vecchio, ufficio nelle stesse stanze occupate prima da Graziano Cioni, stessi quadri alle pareti (Gordigiani, Carmassi, incisioni con vedute di Zocchi), tre segretarie, compresa la giovanissima responsabile Claudia Battistelli, fino a poco tempo fa assistente di Daniel Birnbaum, direttore artistico della Biennale di Venezia. Una scelta recente, che segna la linea dellassessore alla «cultura e alla contemporaneità». Da Empoli arriva in ritardo, trafelato: «Sono ossessionato da Firenze» confessa. E appena rientrato da una vacanza «Sono bombardato da associazioni, gruppi e enti. Un assedio avvilente. E prioritario cambiare, trovare modi diversi, con percorsi aperti, trasparenti, sia pure ferocemente selettivi. No, non è stata una vacanza. Sto scrivendo. E tra un po sarò fuori per unaltra settimana, tra New York e Florida. A mie spese, ovviamente. Ne approfitterò per contatti e incontri di lavoro». Sta mettendo a punto il famoso piano che, dopo il BarCamp della cultura contemporanea a Palazzo Vecchio, ha promesso di presentare a settembre? «Non mi va di chiamarlo piano. E un documento sulla contemporaneità a Firenze. E non sarà scritto in burocratese, ma in modo leggibile. Sarà pronto il 1 di settembre, sarà presentato sul famigerato sito www.barcamp.orgpalazzovecchio. Quindi sarà sottoposto allimpietoso rito di commenti ed emendamenti. Conterrà iniziative, scadenze, capitoli da riempire con suggerimenti. Poi ci sarà un momento delle scelte, da tagliola». Un programma presentato solo sul sito: roba riservata ai "nativi digitali", ai giovani cresciuti a merendine e web? «Già, cè chi si è lamentato di non aver ricevuto linvito al BarCamp. Non cerano inviti, la rete funziona in altro modo. Chi vuole partecipare ai nostri programmi non potrà prescindere dallinformazione tecnologica. Anche il bando per lestate fiorentina viaggerà in rete. E chi non sa di informazione telematica, resta fuori». Cosa ha prodotto fino ad oggi BarCamp? «Sono emersi dati generali interessanti, si sono incontrate persone che pur facendo le stesse cose, non si conoscevano. Mi è servito a capire che più che le energie, mancano i catalizzatori, che vanno semplicemente attivati. So che anche il Consiglio regionale vuole fare un BarCamp». Veniamo agli spazi, ai "buchi neri" come lex Meccanotessile, Forte Belvedere sotto sequestro da più di un anno «Partire dalle cattedrali nel deserto, dai luoghi simbolo in cui si concentrano aspettative e programmi, è una concezione superata di fare cultura: ci si concentra sul contenitore e il contenuto viene dopo. È un approccio vecchio. Partiamo invece dai contenuti. Firenze ha decine e decine di cinema chiusi, spazi da utilizzare e animare in unottica contemporanea. Voglio partire da questi luoghi. Con una ricognizione creativa, con una mappa per poi programmare lincontro con i produttori di contenuti. DallOltrarno, fino a piazza Annigoni, a cui sto pensando per iniziative per i giovani». Ok, e cosa fa di Forte Belvedere, dellex Meccanotessile? «E in elaborazione un secondo piano di messa in sicurezza, meno ambizioso del primo. Non per tutto il Forte, ma per un percorso nelle aree prospicienti la palazzina, per un uso diurno che gestiremo direttamente. Ha costi ragionevoli. Con questo piano presto andremo a chiedere il dissequestro al procuratore. Quanto al Meccanotessile, non mi interessa come spazio in sé». Nel protocollo firmato tra Regione e Comune, Firenze ha abdicato alla centralità per larte contemporanea, è diventata un satellite del sistema del Pecci di Prato. E lex Meccanotessile è pensato come laboratorio didattico artistico per studenti dellAccademia di Belle arti e istituti darte. «"a sostegno delle produzione locale e regionale dellarte". Ho letto. E mortificante. Mi rifiuto di pensare la contemporaneità in questi termini. Non ho nessuna intenzione di rispettare quel protocollo così come è stato sottoscritto. Ne ho già discusso con lassessore regionale alla cultura Cocchi. La risposta non è creare un Guggehneim a Firenze o una scuola, che io non farò mai, nellex Meccanotessile. Non è un problema di strutture. Firenze è una città chiusa, definita. Si tratta di incrociare mondi, di innescare una reazione, dare segnali, creare condizioni e atmosfere favorevoli». Come giudica il programmi di mostre a Palazzo Strozzi? «Ne ho una buona opinione. Lo spazio è eccellente, con servizi al passo con gli standard internazionali. La mostra su Galileo mi ha affascinato, ed ha registrato molti ingressi. Certo per larte contemporanea la Strozzina è un po sacrificata, ti fanno scendere nella caverna. Intendiamo creare iniziative con loro». Ha già incontrato i responsabili di istituti stranieri e dellUniversità europea per le iniziative aperte di "Florence ambassador" con scrittori e personalità in Sala DArme? «Sì, avvieremo questo programma dal nuovo anno. Il 24 ottobre finisce lultima mostra in Sala DArme. Quindi sarà riallestita con la nuova vocazione». Altre novità? «La politica culturale di una città non la fa lassessore. Intanto a settembre ci sarà una giunta tematica sulla cultura, tutti insieme per discutere anche di licenze commerciali, orari della città, iniziative. Vorrei istituire un asilo notturno: un luogo dove le giovani coppie possono lasciare il figlio nelle due ore di un concerto. Quanto ad altri punti, tipo il nuovo Auditorium del Maggio, la partita è aperta con il ministero e passa dal sindaco Renzi. Con il vicesindaco Nardella stiamo lavorando alla proposta di una legge speciale per Firenze».