Ecco le condizioni vincolanti chieste da Aedes In una lettera al Comune le richieste "vincolanti": da 6mila a 60mila metri quadrati di abitazioni, al posto degli uffici "Più palazzi intorno alla Innse". Limmobiliare Aedes detta le sue condizioni per lok allintesa Più case intorno alla Innse rinata. Lintesa per il salvataggio della fabbrica di via Rubattino, infatti, adesso dovrà concretizzarsi in una rettifica del progetto di riqualificazione urbanistica di tutta la zona della ex Maserati concesso dal Comune oltre dieci anni fa. Aedes, limmobiliare proprietaria dellarea, ha posto le sue condizioni per accettare di rinunciare a un pezzo dei terreni: la possibilità di costruire più appartamenti (da 6mila metri quadrati a ben 60mila) e meno uffici e servizi (da 105mila a 55mila metri quadrati) di quanto finora previsto. Salvando così il business del mattone. Palazzo Marino ha dato la sua disponibilità ma adesso la variante deve passare al voto del consiglio comunale. ILARIA CARRA La fabbrica ripartirà, con un nuovo proprietario e tutti i suoi 49 lavoratori. Ma lintesa che dà un futuro alla Innse adesso dovrà concretizzarsi anche in un gioco a scacchi urbanistico. Con lobiettivo di rendere economicamente più appetibili i terreni dellex Innocenti Maserati al Rubattino, per limmobiliare Aedes che li possiede: se no laccordo firmato tre giorni fa rischia di non stare più in piedi. Perché è su un pezzo di quei 350mila metri quadrati dove sorge anche la Innse, in parte a destinazione terziario e produttivo, che si gioca lo scambio. E in un momento in cui gli uffici non si vendono proprio come il pane, il baratto è uno: la garanzia di poter costruire non di più in quantità ma in qualità. E quindi meno uffici ma molte più case, rispetto a quelle previste oggi, inclusa anche una quota commerciale che finora non era prevista. Nellepilogo felice del caso Innse, che martedì ha fatto scendere i cinque lavoratori dal carroponte grazie allacquisizione da parte del gruppo bresciano Camozzi, Aedes ha ceduto alla richiesta di Camozzi che chiedeva più terreno rispetto a quello che oggi occupa la Innse (da 24 a 40mila metri quadri per la manovra dei camion). E ha pure azzerato quei tre milioni di debiti, come minimo, che le doveva lex proprietario della Innse, Silvano Genta. Ma la sua contropartita lha già messa nera su bianco, con richieste vincolanti, alle istituzioni e al Comune in particolare. Sulla stessa area per cui il Comune, nel 1996, decise un piano di riqualificazione urbana, la destinazione duso deve cambiare. I metri quadrati di appartamenti costruiti, dai seimila di oggi, devono salire a 60mila, nella parte a est della fabbrica, verso Redecesio. La quota di uffici e servizi, dai 105mila metri quadri di oggi deve scendere invece a 55mila, tenendo dentro anche i capannoni Innse. I conti nel bilancio, del resto, devono pur tornare. E lì le case, come insegna linsediamento di una decina di palazzine con almeno ottomila nuovi abitanti già realizzato prima della tangenziale, si vendono dai 3.300 ai 3800 euro al metro. Nella cosiddetta "casa del parco", rudere che confina con la Innse di circa ventimila metri quadri, la proprietà chiede invece di poter coniugare attività commerciali e ludico ricreative. Palestre, cinema, biblioteca. È presto per dirlo, prima bisogna buttare giù, bonificare, fare un piano attuativo. La quota di cemento, in questo scambio, dovrebbe però restare uguale: 130mila metri quadri, come oggi. Solo che sorgeranno molte più palazzine rispetto a quelle previste dal piano di riqualificazione comunale, mischiate a un business park di uffici che resta ma in versione dimezzata. Tra la casa del parco e lattuale Innse resta una striscia di terreno che già oggi è proprietà del Comune, ed è li che dovrebbe sorgere nei prossimi anni il parco urbano che il quartiere aspetta da anni. Per hotel e scuole invece, previsti dal vecchio piano, ancora non cè certezza. Camozzi assicura di voler entrare nei capannoni il primo ottobre: per quella data il consiglio comunale dovrà dare delle certezze sulle modifiche urbanistiche.