Manifesti pubblicitari dappertutto e ben oltre i limiti consentiti dalla legge. Il regolamento comunale del 2002, confermato poi nel 2006, vietava i cartelloni con superficie superiore ai 12 metri quadrati. Tanto che, qualche anno fa, dopo una raccolta di firme, il Campidoglio ne fece abbattere circa 33.500. Ora, non bastasse la giungla, in città sono tornati anche i maxi poster. Incrocio tra via Salaria e viale Somalia: sono tre quelli oltre le dimensioni consentite, uno di questi, addirittura, che pubblicizza il Superenalotto e quindi, precisa lassociazione, sponsorizzato dallo Stato. Non solo. Via Gregorio settimo, altezza via dellArgilla: un palazzo è quasi nascosto da un altro mega cartellone. Porta Maggiore, ancora una violazione ai 12 metri quadri: sopra a uno degli archi unenorme foto di uno scooter. E la lista è ancora lunga. Cartelloni che spuntano come funghi, spiega ancora lassociazione, in barba al decoro urbano e alle bellezze paesaggistiche della Città Eterna. Ma con una novità: da qualche tempo, infatti, le maxi pubblicità sono legali. Lamministrazione capitolina ha, infatti, approvato una "deregulation" del settore delle affissioni che dava tempo fino al 30 giugno per sanare eventuali situazioni di illegalità con la possibilità di essere inseriti in una banca dati. In pratica, in attesa dellentrata in vigore del nuovo piano, con il semplice pagamento di una tassa e conformandosi al Codice della Strada, non solo è stata sospesa, come già anticipato da Repubblica e come scritto nella delibera di giunta, «la rimozione degli impianti pubblicitari oggetto di domanda di riordino, che risultino collocati in posizione diversa rispetto a quella dichiarata», ma gli impianti già rimossi sono stati «ricollocati nella posizione originaria». E da allora, secondo Legambiente, la città ha cambiato volto. «Sta tornando un vero e proprio caos da cartellone ha detto Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio È uno scandalo che lamministrazione abbia concesso questo ritorno al passato con un assurdo proliferare di cartelloni pubblicitari dopo tutto il lavoro compiuto dalle associazioni senza nessun rispetto per il decoro urbano e, anzi, consentendo anche la ricollocazione dei poster abusivi già eliminati. Chiediamo che il Comune ripristini al più presto il rigore e che proceda subito allo smantellamento dei poster con superficie superiore a 12 metri quadri, eliminando la sciagurata deroga inserita nel nuovo regolamento». SEGUE A PAGINA VI
ROMA - Legambiente: "Tornano a Roma i maxi-cartelloni abusivi"
L'associazione Legambiente ha denunciato la presenza di cartelloni pubblicitari dappertutto e oltre i limiti consentiti dalla legge. Il regolamento comunale del 2002 vietava i cartelloni con superficie superiore ai 12 metri quadrati, ma da qualche tempo la città ha visto tornare i maxi poster. L'amministrazione capitolina ha approvato una "deregulation" del settore delle affissioni che ha permesso la ricollocazione di impianti pubblicitari oggetto di domanda di riordino. Legambiente ha criticato l'amministrazione per aver consentito il ritorno al passato e ha chiesto che il Comune ripristini il rigore e proceda allo smantellamento dei poster con superficie superiore a 12 metri quadri.
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