II 1 maggio 2004 è entrato in vigore in Italia il nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Il Codice affida alle Regioni le decisioni relative alla tutela del paesaggio con l'obiettivo di semplificare la pesante burocrazia che regola il comparto. Ciò comporta uno snellimento delle procedure burocratiche a vantaggio della tutela ambientale. Il nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio in vigore dal 1 maggio, per la prima volta riunisce in capo alle Regioni tutte le competenze in campo paesaggistico. Sono numerose le novità in arrivo, a partire proprio dal superamento del sistema precedente che prevedeva una doppia tutela, statale e regionale. Tale superamento avrà ricadute importanti sul piano della semplificazione e dello snellimento delle procedure in materia edilizia. Il codice dovrà ora essere recepito dalle diverse Regioni, Province e Comuni, e già alcune Regioni hanno iniziato questo percorso. Proprio a tale proposito si è da poco conclusa una ricerca che doveva verificare l'efficacia, i contenuti e le necessità di adeguamento dell' attuale Piano Paesaggistico Regionale. Con il nuovo Codice diventa realtà anche in Italia un nuovo modo di intendere il paesaggio. Non più come insieme di "preziosità" da proteggere, ma come territorio da gestire e promuovere complessivamente, attraverso uno sviluppo sostenihile fatto di un rapporto equilibrato tra ambiente, bisogni sociali e attività economiche. Inoltre, con le nuove regole, i vincoli paesaggistici previsti dalla legge Galasso vengono recepiti nel Piano Paesaggistico Regionale, che diventa così l'unico punto di riferimento, mettendo fine ali' attuale duplice sistema di tutela, statale e regionale. Il nuovo Codice prevede anche modifiche che riguardano il territorio regionale sottoposto a vincolo paesaggistico. Attualmente, le aree con tali caratteristiche coprono circa il 40 dei territorio totale. In tal caso, i soggetti che avevano intenzione di costruire in queste zone dovrarmo richiedere un'autorizzazione specifica al Comune, con un forte allungamento dei tempi e con il rischio di vedersi poi annullare tale autorizzazione dalla Sovrintendenza. Con il nuovo Godicela Sovrintendenza perde l'attuale potere di annullamento e si esprimerà solo con un parere preventivo al momento del rilascio dell'autorizzazione comunale. L'obbligo dell'autorizzazione paesaggistica rimarrà solo per aree molto limitate (circa il 18) caratterizzate da particolare valore paesaggistico, storico e culturale.