Musei chiusi, il duomo aperto a singhiozzo, le chiese monumentali come S. Maria de Lama off-limits, i vicoli del centro storico ridotti a pattumiera, le strade della città antica vere e proprie piste a scorrimento veloce per automobilisti e motociclisti senza scrupoli. E meno male che c'è la boccata d'aria del lungomare, sempre che non ci si lasci prendere dal panico alla vista dei ratti e delle loro acrobazie anche volanti. Questo è il quadro che si presenta ai turisti, tra l'altro in aumento, che hanno scelto Salerno come meta di vacanza per il ferragosto. Per loro non c'è nemmeno la consolazione dello shopping compulsivo, negozi aperti per dare la caccia al souvenir, difficile trovarli. Da domani e, per almeno una settimana, serrande sbarrate anche per chi, con coraggio, ha osato l'apertura in questi giorni di afa. Unica isola felice il Giardino della Minerva, vista mozzafiato sul golfo, immersi nella natura si dimentica qualsiasi disagio. Città morta, specie nel pomeriggio, lo toccano con mano i crocieristi che ogni due giorni fanno sosta a Salerno. Dalle 13 alle 16 la cattedrale, simbolo di storia, fede ed arte, la si può ammirare solo dall'esterno. Si osserva l'orario dei riti liturgici, la sera tutto si spegne. Perfino il campanile, fino a poco tempo fa, splendido faro delle notti cittadine. Non ci sono soldi, fanno sapere laconicamente dalla parrocchia. E ci si chiede: che fine hanno fatto i faraonici progetti dell'insula di San Matteo sbandierati da Regione, Comune e Soprintendenza? Sono venuti meno i finanziamenti, si sono alternati e succeduti soprintendenti su soprintendenti nell'arco di un anno, è la replica, usata anche come scusante della più volte annunciata e sempre rimandata apertura del museo della Scuola medica salernitana ubicata nell'ex chiesa di San Gregorio in via Mercanti. L'eterno cantiere, pare, dovrebbe essere ultimato per la festa del Patrono il 21 settembre. Il progetto è ancora top secret, ma si parla di interventi ceramici sulla facciata e sui sedili di rispetto ad opera di Enzo Bianco. E il museo diocesano di largo Plebiscito con i suoi preziosi avori medioevali? Chiuso, sono ormai quasi due anni. Dopo la grande e spettacolare mostra sullo storico ciclo eburneo, il più corposo del mondo, si è dato mano, l'ennesima volta, all'allestimento delle sale. La Soprintendenza per i beni artistici e storici, più volte sotto accusa, corre ai ripari. «Il museo riaprirà in autunno con l'apertura di nuovi spazi espositivi ed opere inedite al pubblico - dice la direttrice Rosanna Romano - Nell'attesa, in occasione del ferragosto, sarà possibile ammirare, straordinariamente, la porta di bronzo bizantina della chiesa di San Salvatore de' Birecto di Atrani, risalente al 1087». Veniamo al museo naturale rappresentato dal centro storico. Moto ed auto spaventano i turisti, lamentano i commercianti di via Botteghelle ed i colleghi del tratto che da via Mercanti conduce ai Canali ed a Largo Campo. «Nessuno si può fermare a guardare le nostre vetrine - sbotta Adelia Crivelli, orafa - C'è un transito da autostrada, si sfreccia veloci indifferenti a tutti e a tutto». Invocano l'uso delle telecamere il patron dell'Ottica Siano (è ritornato tra le vecchie mura dal 2007, ma già se ne pente) e quello della salumeria Marchetti. «Ne va di mezzo - sottolineano - l'incolumità pubblica, a rischio in particolare i bambini che i genitori, quando c'è folla, lasciano in carrozzina sulla soglia del negozio». La cosa che più tormenta i commercianti è, però, l'assenza dei cestini: cartacce, bottiglie, sacchezzi di rifiuti, l'immondizia ognuno la lascia dove vuole. Vigili? Neanche l'ombra.
NAPOLI - Musei chiusi, il duomo aperto a singhiozzo, le chiese monumentali come S. Maria de Lama off-limits
La città di Salerno è stata colpita dal caldo e dalla siccità, con molti luoghi chiusi o ridotti a stato di abbandono. I musei, il duomo e le chiese sono stati chiusi, i vicoli del centro storico sono stati ridotti a pattumiera e le strade sono state trasformate in piste a scorrimento veloce. I turisti, in aumento, hanno dovuto affrontare questo scenario difficile. Alcuni luoghi, come il Giardino della Minerva, sono stati aperti, ma la città è stata descritta come "città morta" nel pomeriggio. I crocieristi che fanno sosta a Salerno hanno dovuto limitare le loro visite al duomo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo