Federalismo e polemiche L'europarlamentare chiede la soppressione dei privilegi in vista della riforma delle autonomie locali Lombardo e Borghezio lo attaccano: le autonomie non si toccano Nel maggio di quest'anno la Lega popolare d'Abruzzo ha chiesto che la Regione diventasse a statuto speciale. «Solo così hanno spiegato i dirigenti del movimento lo Stato potrà fermare la fuga delle eccellenze da questa terra e soprattutto si potrà assicurare benessere alle famiglie e lavoro agli operatori sociali e a quelli economici». L'autonomia dunque come privilegio. E in effetti lo è per le cinque regioni italiane, il Friuli- Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino- Alto Adige e la Valle d'Aosta che, così come recita l'articolo 116 della Costituzione: «Dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale ». Prendiamo la Regione Siciliana: ha competenza esclusiva su una serie di materie (in deroga alle leggi nazionali), tra cui beni culturali, agricoltura, pesca, enti locali, territorio, turismo, polizia forestale. Per non parlare dei vantaggi fiscali: nelle casse regionali entra il 100 per cento delle tasse pagate dai siciliani. Altrove non è così. Si arriva intorno al 30 per cento, se va bene. Secondo Guido Tabellini, economista e rettore della Bocconi, «i favori fiscali di cui le Regioni a statuto speciale hanno finora comunque goduto andrebbero eliminati come scrive Giovanni Floris nel suo ultimo libro Separati in patria . Le peculiarità storiche e culturali di alcune regioni possono giustificare particolari autonomie politiche e linguistiche, ma non privilegi economici». Gli fa eco il giurista Gian Candido De Martin: «Sono ingiustizie sentite come tali in particolar modo dalle popolazioni di confine tra le regolamentazioni ordinarie e quelle speciali. Il federalismo fiscale potrebbe essere l'occasione per superare queste disparità». Il federalismo fiscale applicato renderebbe più «speciali» tutte le regioni, aggiungiamo noi. La scorsa settimana in piena bagarre sul partito del Sud, l'eurodeputato Clemente Mastella al Giornale ha rilasciato queste dichiarazioni: «È finita l'epoca delle regioni a statuto speciale. Basta, non ha senso che la Sicilia abbia uno statuto speciale e la Campania normale, che il Veneto abbia meno poteri del Friuli. Le ragioni storiche si sono esaurite. Siamo in Europa e i confini non ci sono più: le peculiarità delle regioni di confine da tutelare non hanno più alcun senso. E anche la Sardegna è una regione normale, o speciale, come la Liguria». Un sasso tirato nel calmissimo mare siculo. Tant'è che il presidente della regione autonoma, quel Raffaele Lombardo che prima ha costituito l'Mpa e poi si è messo in marcia con il partito del Sud terremotando il Pdl risponde: «Non prendo in considerazione quel che dice Mastella. È solo la reazione stizzita di un uomo che voleva stare nel partito del Sud». Per Lombardo «il federalismo prevede che ogni regione dovrà stabilire, nell'ottica del dare e avere, delle regole. Ogni regione avrà una propria autonomia. Dunque parlare di abolizione delle autonomie è profondamente antistorico». Alla Sicilia, ormai lo sanno anche le pietre, il Cipe ha sbloccato 4 miliardi di euro di fondi Fas. «Un assegno postdatato», valido a partire dal 2011, ha commentato il vicepresidente Antonio Valiante. «È vero prosegue il presidente Lombardo si tratta di un assegno postdatato, ma che ha un gran valore. Per le opere pubbliche che voglio realizzare dovremo redigere i progetti, bandire le gare, poi ci saranno i soliti ricorsi. Insomma ci vorrà del tempo anche se io spero di accelerare al massimo le procedure. Parliamo minimo di un anno. Arriviamo al 2011 e a quella data io ho la garanzia di denaro corrente. Non mi sembra poco». L'autonomia non stona con la collaborazione istituzionale. «La Sicilia è stata la prima a presentare il Par (il programma attuativo necessario a sbloccare i Fas, la Campania è stata ultima, ndr) lavorando con il governo. Abbiamo deciso che il 43 per cento delle risorse riguarda opere pubbliche, il 15 per cento la competitività delle imprese. Ma non era così all'inizio. Abbiamo fatto un lavoro di aggiornamento continuo perché ci sono infrastrutture che vanno programmate di concerto con il governo e con le altre regioni. Faccio un esempio: se entro il 2016 la Sicilia avrà il ponte sullo Stretto e verrà velocizzata la tratta ferroviaria da Battipaglia a Villa San Giovanni, è inutile che investo sul ferro a Siracusa. Piuttosto devo partire da Messina. Questo è il lavoro di scambio e di continuo aggiornamento. Questo per me è avere una visione strategica ed è il segno di una strategia concordata che sinora ha dato buoni frutti». Ma se la Sicilia ha ancora molta strada davanti a sé come gran parte del Mezzogiorno, al Nord la distanza tra regioni a statuto ordinario e speciale sarà, col federalismo, insopportabile. Lo ammette anche il leghista Borghezio. Pacatamente: «È vero che il federalismo renderà più speciali tutte le regioni, ma noi della Lega non possiamo non riconoscere, da un punto di vista storico-politico, le ragioni di alcune autonomie. Capisco che il problema vada esaminato, ritengo però che Mastella non possa sottovalutare i motivi per cui quelle regioni abbiano uno statuto speciale». Mastella ribalta sia il ragionamento di Lombardo sia quello leghista. «Nel momento in cui si applica il federalismo è antistorico avere regioni a statuto speciale, non il contrario afferma il leader Udeur . Non si possono sopportare norme che portano a chiedere a Cortina, per esempio, di essere annessa al Trentino perché si sta meglio». Quanto alla reazione stizzita spiega: «Io sto fuori dal partito del Sud quindi non capisco perché dovrei avere una reazione stizzita. Finora è una bega siciliana che non ha una sensibilità allargata. Tant'è che vero che la Sicilia ha avuto lo sblocco di 4 miliardi e gli altri no. Io sono in campo. In Campania supereremo l'Mpa, ma non è una competizione con Lombardo. Non riesco a concepire che ci siano alcune regioni privilegiate che ottengono più degli altri. E la Sicilia è tra queste».
NAPOLI Mastella: Aboliamo le Regioni a statuto speciale
L'eurodeputato Clemente Mastella ha affermato che è finita l'epoca delle regioni a statuto speciale, come la Sicilia, e che il federalismo fiscale renderà più speciali tutte le regioni. Il presidente della Regione Autonoma della Sicilia, Raffaele Lombardo, ha risposto che il federalismo prevede che ogni regione stabilisca regole per il dare e avere, e che parlare di abolizione delle autonomie è antistorico. Mastella ha anche criticato Lombardo per aver ottenuto un assegno postdatato di 4 miliardi di euro per le opere pubbliche della Sicilia. Lombardo ha spiegato che l'autonomia non si oppone alla collaborazione istituzionale e che la Sicilia ha lavorato con il governo per ottenere i fondi.
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