L'iniziativa «Fidelizzare i visitatori stranieri» Due notti in albergo con ingresso ai musei e alle mostre della città: tutto gratis. Arrivederci Milano, arrivederci al prossimo Ferragosto. La strategia per «fidelizzare» il turista (straniero) porta la firma dell'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory (nella foto) che oggi formalizzerà l'accordo con l'Unione del Commercio. I coupon per il pacchetto Ferragosto 2010 saranno distribuiti sabato ai turisti in visita a Milano. «Milano, probabilmente, la città più creativa del mondo», è lo slogan che Finazzer vorrebbe accompagnare al progetto. Una lettera dell'Unione del Commercio, davanti a Palazzo Reale e ai musei civici, spiegherà nel dettaglio che cosa fare per beneficiare della promozione. In pratica, si tratterà semplicemente di conservare il ticket ed inviarlo a Palazzo Marino entro il 31 marzo dell'anno prossimo. «Ripensare al turismo come legittimazione culturale di Milano e del Paese a partire dalla tradizione del bello dice l'assessore significa trovare un accordo virtuoso tra cultura, commercio e città, ma significa soprattutto pensare anche all'Expo come esposizione della propria identità, in altri termini come politica dell'amicizia attraverso la conoscenza». Soddisfatta anche l'Unione del commercio: «Quest'iniziativa è un segnale d'attenzione in più nei confronti dei visitatori stranieri ed è in sintonia con le politiche promozionali che le imprese alberghiere milanesi già attuano», commenta Alberto Sangregorio, presidente dell'Associazione albergatori. E poi rimane la sfida Expo, nonostante le voci sempre più insistenti di un piano B che andrebbe a mortificare la grandeur iniziale, quella che prevedeva un'invasione da quasi trenta milioni di visitatori. «In prospettiva del 2015 occorre comunque valorizzare il meglio di ciò che Milano può offrire ai turisti», rilancia Sangregorio. Finazzer la mette così: «Nella scacchiera della geo-economia e geo-politica bisognerebbe occupare pacificamente il Ferragosto. Non con fuochi d'artificio ma con i fuochi della passione dell'arte, del bello e dello spettacolo dal vivo». Conclusione: «Nessuna vera capitale economica o finanziaria può essere tale se non è anche capitale culturale».