Il parroco del centro storico protesta contro degrado e sporcizia davanti alle chiese Don Banducci: togliere la scritta costa e noi abbiamo poche risorse Il Comune metterà a disposizione restauratori esperti Non sa darsi pace, don Agostino Banducci, per lo sfregio della chiesa di S. Michele. Il parroco del centro storico ripensa alla scritta fatta con la vernice spray sulla facciata. «Un gesto senza senso - afferma - E ora ci troviamo con un danno da migliaia di euro, che non sappiamo come riparare. Noi i soldi non li abbiamo». L'intervento di ripulitura, infatti, non sarà semplice. L'assessore Marco Chiari ha già messo a disposizione una squadra di restauratori esperti, che dovranno togliere la vernice senza rovinare i marmi pregiati. Lavoro che, indubbiamente, sarà costoso. Don Banducci, peraltro, è stanco della continua mancanza di rispetto nei confronti di monumenti ed edifici sacri, soprattutto quando vengono usati come tavolini per il pranzo al sacco. «Negli ultimi tempi - dice il sacerdote - assistiamo a spregi di ogni tipo. S. Michele, uno dei simboli della città, è bersagliata: basti pensare alla statua di Francesco Burlamacchi, riempita di scritte. E poi è incredibile lo sporco che si sta attaccando alle mura delle chiese di S. Paolino e S. Frediano, a causa dell'incuria delle persone che sfruttano i sagrati come tavoli da bar. Tempo fa era stata fatta un po' di pulizia, oggi siamo punto a capo». Il sacerdote che guida le parrocchie del centro fa un appello. «È il momento che la comunità cristiana si prenda a cuore i suoi monumenti - dice - siamo in presenza di un problema di civiltà. Marcare una chiesa con il proprio nome è assurdo: avrei capito di più un insulto diretto. Perciò dobbiamo risvegliare il senso di responsabilità». «È vero, non è facile risolvere una piaga, quella del vandalismo, che in tutta Italia continua a fare danni - conclude don Banducci - Non so neppure se le telecamere basterebbero per combatterla: Lucca, tanto per essere chiari, è un patrimonio vivente e quindi dovrebbe essere coperta a tappeto. Detto questo, bisogna che le persone si rendano conto che gesti del genere sono una ferita sul patrimonio storico, culturale e religioso della città». Sulla questione delle telecamere, l'assessore al decoro urbano Marco Chiari preferisce non fare proclami. «È evidente - dice Chiari - che come amministrazione ci poniamo la domanda: come si possono proteggere al meglio le nostre ricchezze? Un sistema di videosorveglianza nei punti sensibili potrebbe consentire di acchiappare un vandalo, ma accanto a lui ce ne sarebbero altri 10 che la fanno franca». Inoltre, il Comune può dare l'input, ma per installare un impianto del genere serve un confronto con il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto e con le forze dell'ordine. Resta il fatto che le telecamere sono l'unico strumento per beccare sul fatto i malfattori, a meno che non si voglia - e pare piuttosto difficile - inondare le strade di vigili urbani. «Purtroppo - dice l'assessore Chiari - bisogna capire che amare la città significa anche contribuire alla difesa delle sue bellezze. Il disinteresse nei confronti di gesti inqualificabili come le scritte sulle chiese e sulle statue e le pietre sradicate dalle Mura è colpevole quasi quanto il comportamento stesso. Corsi nelle scuole ed educazione alle famiglie? Sono assolutamente d'accordo. Ma quel che è importante è che i lucchesi stessi si sentano offesi da questi episodi, e contribuiscano a prendere sul fatto i vandali». IL SIMBOLO. Un capolavoro dell'arte a Lucca Da sempre nel cuore della città, la chiesa di San Michele venne costruita nel VIII secolo, al centro dell'antico foro della città romana, in calcare bianco. La sua prima ristrutturazione fu iniziata intorno al 1070 e continuata fino al XIV secolo. Risalgono allo stesso periodo le decorazioni delle finestre, ora chiuse e della cripta. La riedificazione invece risale alla metà del XII secolo. La chiesa si trasformò a tre navate, con colonne e capitelli corinzi e fu innalzato il campanile, almeno nella parte inferiore. I lavori vannero portati avanti agli inizi del XIII secolo da Guidetto; venne articolato un apparato costituito da loggette sovraesposte con ampio intervento di decorazioni a bassorilievio o tarsia. È soprattutto l'uso della bicromia che caratterizza qesto intervento, concluso nella parte superiore, sul finire del Duecento, con un gusto ormai gotico, sottolineato anche dalla collocazione al culmine della facciata di tre statue, tra cui un grande San Michele. La copertura a volte delle navate, un tempo in legno, risale al 1500. Numerose le opere d'arte all'interno della chiesa, tra le quali la scultura originale della Madonna con Bambino di Matteo Civiltali, della seconda metà del '400.