I luoghi. Barzini scrisse che leconomista sognava tutta lItalia come il suo paese DOGLIANI - Questa terra era la sua terra. La terra di Dogliani, della tenuta di San Giacomo e dei suoi vigneti, della Langa. Era la terra di Luigi Einaudi, del cosiddetto «presidente contadino». Perché, come ha ricordato Mario Einaudi, uno dei suoi figli, per lui «la famiglia, il lavoro e la terra sono la base della convivenza civile», le fondamenta su cui "soltanto germogliano gli stati saldi". Un insigne giornalista quale era Luigi Barzini, del resto, scrisse che Einaudi «sognava tutta lItalia come Dogliani». E questo, non a caso, è anche il titolo della mostra fotografica, di documenti e di cimeli, che il comune langarolo gli dedica a partire dal 5 settembre, fino al giorno 30, nel Museo Ex Voto. Voluta dallamministrazione cittadina guidata da Nicola Chionetti, probabilmente il sindaco più giovane dItalia (ha 23 anni), e da vari enti e persone che comprendono gli «Amici del Museo» di Dogliani, lex sindaco Giuseppe Martino, la famiglia e la Fondazione Einaudi, il giornale «Dogliani e la sua Langa», non vuole certamente emulare la grande esposizione che lanno scorso si è tenuta al Quirinale e allArchivio di Stato di Torino per rammentare il sessantesimo anniversario dellelezione a capo dello Stato. Punta invece a focalizzare il rapporto più che intenso che lo statista e leconomista liberale piemontese ebbe con il paese dorigine della madre, che già da ragazzo identificò nella sua piccola grande patria. Tanto che uno dei primi studi, frutto dei suoi 19 anni, riguardò la distribuzione della proprietà fondiaria a Dogliani e venne pubblicato, il 4 novembre del 1893, proprio sulla Gazzetta locale. La mostra, che sarà inaugurata in concomitanza con i festeggiamenti per la settantesima edizione della «Sagra del Dolcetto», dà conto esauriente di quei legami, di quegli intrecci. Le immagini che lo ritraggono tra i filari di San Giacomo e accanto a un trattore, le cartoline di soggetto doglianese inviate alla futura moglie Ida, le lettere al fattore in cui elenca con minuzia quanto cè da fare in casa e nei poderi, la ciotola in legno da esattore del padre, sono la traduzione visiva dellopera e del pensiero einaudiani. Raffigurano limportanza che dava alla terra, alla creazione della ricchezza attraverso il lavoro responsabile, alla sobrietà, al risparmio. La cura della cosa pubblica, dalla Banca dItalia al Quirinale, sinnervava in lui negli stessi valori, e seguiva le medesime modalità, con cui bisognava curare le proprietà di campagna, occuparsi del taglio di un bosco e della vendemmia. Concludendo la sua «Monografia economico-agraria del Comune di Dogliani», stampata a Mondovì nel 1894, ammoniva sul rischio di «affogare tutto e tutti nella morta gora di una universale mediocrità, al di sopra della quale è difficile innalzarsi col solo lavoro fecondo e onesto». Era lepoca delle bibliche correnti migratorie dalle campagne, che coinvolgevano il Piemonte, tutta lItalia rurale povera. Quello di Luigi Einaudi era un invito a investire capitali nella terra, che forse avrebbe potuto imporre una soluzione di continuità a parte dellemigrazione. Come? Per esempio, favorendo il credito ai coltivatori: «Per aiutare i contadini in questopera benefica di sterrificazione dei proprietari non coltivatori sarebbe utilissima una Cassa di prestiti ammortizzabili a lunga scadenza ed a mite interesse». A lungo rimase una «predica inutile», una delle tante. Ma se oggi la Langa è cambiata, se la fenogliana malora è il passato, lo si deve anche a quella sua tenacia, a quella fiducia nella terra, a quella sua etica, che avevano dimora a Dogliani.
TORINO - La patria del presidente contadino. Luigi Einaudi e la sua terra: Dogliani gli dedica una mostra
Il comune di Dogliani, in provincia di Cuneo, ha organizzato una mostra fotografica e documentaria a partire dal 5 settembre, fino al 30 settembre, nel Museo Ex Voto, per ricordare il rapporto stretto tra Luigi Einaudi, statista e economista liberale piemontese, e la sua terra natale, la Langa. La mostra, voluta dall'amministrazione comunale e da vari enti, cerca di focalizzare il rapporto intenso tra Einaudi e il paese d'origine della sua madre, che già da ragazzo identificò nella sua piccola patria. La mostra include immagini e documenti che ritraggono Einaudi tra i filari di San Giacomo, cartoline di soggetto doglianese, lettere al fattore e altri cimeli.
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