Ci risiamo. Ad ogni sforzo degli operatori sociali, economici e politici per migliorare l'aspetto della nostra città, corrispondono le brutture e le bravate di chi evidentemente non trova niente di meglio da fare che imbrattare muri o maltrattare monumenti. Tralascio la sgradevole stesa di striscioni riapparsa sulle mura della Fortezza nuova, per concentrare l'attenzione sulle scritte in piazza della Repubblica sulla statua di Ferdinando III. È evidente la differenza fra chi, con la street-art, rende più colorate e vive le zone anonime e degradate delle città e chi invece scarabocchia sulle proprietà altrui e sul patrimonio artistico e culturale della comunità. Il teppismo contribuisce al degrado ed alimenta una certa cultura dell'illegalità, oltre a costare un sacco di soldi pubblici (per ripulire, sostituire, riqualificare le cose dannaggiate) e compromettere la vivibilità urbana e lo sviluppo turistico. Possibili soluzioni? Penso alle "sentinelle della bellezza" lanciate dal neo-sindaco di Firenze, nel ruolo che una volta era assegnato agli ispettori onorari delle Soprintendenze, ma anche ad una maggiore vigilanza del patrimonio storico e alla formazione di squadre volontarie per cancellare immediatamente le scritte, ove tecnicamente possibile. Nulla vieta, nel frattempo, di continuare il percorso già avviato per dare spazio ai graffitari non-teppisti, coniugando la genuina espressione artistica di molti ragazzi con la tutela della legalità e il decoro urbano.
STOP DEGRADO - LIVORNO - Sentinelle della bellezza
Un articolo di giornale lamenta il fenomeno della scrittura vandalica sulle mura e sui monumenti della città. Il testo descrive le brutture e le bravate di chi imbratta muri e maltratta monumenti, contrapposto alla street-art che rende più colorate e vive le zone anonime e degradate. Il teppismo contribuisce al degrado e alimenta una cultura dell'illegalità, costando soldi pubblici e compromettendo la vivibilità urbana e lo sviluppo turistico. L'articolo propone soluzioni come la formazione di squadre volontarie per cancellare le scritte e la maggiore vigilanza del patrimonio storico.
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