Una donna russa il 2 agosto ha lanciato una tazza di ceramica contro il dipinto più famoso del mondo. Monna Lisa è protetta da una teca anti-proiettile e non le è successo nulla. Ma quella tazza era entrata al Louvre. Una turista russa lo scorso 2 agosto ha lanciato con violenza una tazza da tè in ceramica contro il dipinto più famoso del mondo, la Gioconda di Leonardo al Louvre. La donna era infuriata per non aver ottenuto la cittadinanza francese: è stata bloccata dai custodi e affidata alla polizia. Sottoposta a perizia psichiatrica e poi rilasciata, rischia una denuncia dal museo. Il dipinto è protetto da una teca blindata anti-proiettile in vetro speciale e non ha subito danni, riferisce il museo, il più visitato al mondo con 8,5 milioni di persone nel 2008, di cui la maggioranza, l'80, in pellegrinaggio proprio per Monna Lisa. David Madec, responsabile della comunicazione del Louvre, riferisce: solo un «graffio» al vetro. La Gioconda «è protetta da una teca blindata, anti-proiettile, e nella Sala ci sono numerosi agenti addetti alla sorveglianza e diversi sistemi di controllo si incrociano per fare in modo che tutte le condizioni di sicurezza siano soddisfatte». I custodi, dice, sono 2.200, sugli addetti alla vigilanza al quadro di Leonardo glissa: «le condizioni relative alla sicurezza sono top secret». PERICOLI IN ITALIA? Da noi potrebbe accadere qualcosa di simile? «L'Italia è grande - risponde Cristina Acidini, soprintendente del polo museale di Firenze - e ha tante situazioni. Nei maggiori musei i metal detector segnalano possibili fattori di rischio nel bagaglio, bevande, bicchieri e quant'altro non entrano, poi c'è la guardiania a vista. Il metal detector non segnala una tazza in ceramica ma la schermata la visualizza per cui non passerebbe. Però dove non ci sono sicurezze non adeguate non posso dire». In assoluto è impossibile escluderlo.