Invece che in cella l'hanno portata nell'infermeria psichiatrica della prefettura di polizia. Giustamente. Lanciare una tazza da tè contro la Gioconda è un esempio perfetto di sindrome di Stendhal. Questa donna di origine russa che ha cercato di entrare nella storia degli orrori deturpando il capolavoro di Leonardo è stata trattenuta in osservazione, poi liberata in attesa di un processo che si annuncia per lei gonfio di onerose conseguenze. Per fortuna il gesto in nessun modo avrebbe potuto provocare conseguenza irrimediabili per la storia dell'ingegno umano. Il quadro infatti è protetto da un sistema di sicurezza altamente sofisticato e in pratica insuperabile. Uno stipo impedisce che sia soggetto a vibrazioni e che possa essere deteriorato da calore e umidità. Soprattutto un vetro blindato lo ripara dal lancio di oggetti e anche da colpi di arma da fuoco. La tazza ha soltanto scalfito la protezione del capolavoro. Precauzioni giudiziose. L'unico furto, entrato nella storia, risale alla Belle Epoque. Ma otto milioni e mezzo di visitatori venuti soprattutto per lei da ogni parte del mondo costituiscono un serbatoio infinito di possibili gesti teppistici criminali o semplicemente folli. Nella sala del Louvre che la ospita, poi, sono collocati per controllare la folla numerosi guardiani. E qui qualche perplessità sull'efficienza deve aver messo in agitazione i responsabili della sicurezza. Non a caso il lancio della tazza da tè risale al due agosto, la notizia è stata tenuta riservata e rivelata solo ieri dal giornale «Le Parisien». I guardiani erano tutti al loro posto. Era il giorno in cui l'accesso al museo è gratuito come ogni prima domenica del mese. Nella sala c'era una dozzina di visitatori. Nessuno però ha badato alle mosse della donna russa. Che ha tirato fuori la tazza dalla sua borsetta e l'ha scagliata con buona mira contro il quadro. Le urla degli altri turisti, dopo che il proiettile si è fracassato, per fortuna, contro il vetro di protezione, hanno finalmente richiamato l'attenzione dei guardiani. La donna, secondo le indagini della polizia, avrebbe voluto vendicarsi per non aver ottenuto la cittadinanza francese. «Era chiaramente fuori di sé», ha spiegato il portavoce del Louvre. Erano dieci anni che nel museo parigino non si registravano atti di vandalismo. Un professore di Matematica, padre di famiglia e come si dice uomo senza storia, riuscì a farsene una sfregiando una statua di Seneca. L'hanno internato in manicomio. Meno fortunato invece, due anni, fa il museo d'Orsay: un ubriaco entrato di notte lacerò con un pugno un'opera di Monet.
PARIGI - Una tazza di tè contro la Gioconda. Nessun danno grazie al vetro blindato
Una donna russa è stata arrestata per aver lanciato una tazza da tè contro la Gioconda al Louvre. Il gesto è stato considerato un esempio di sindrome di Stendhal. La donna, che aveva cercato di entrare nella storia degli orrori, è stata trattenuta in osservazione e poi liberata in attesa di un processo. Il quadro è stato protetto da un sistema di sicurezza altamente sofisticato, che ha impedito che la tazza causasse danni irreparabili. La donna aveva cercato di vendicarsi per non aver ottenuto la cittadinanza francese. La notizia è stata rivelata solo ieri dal giornale Le Parisien.
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