Lestate più raccolta, nei monasteri della Liguria: soluzioni spartane, ma con qualcosa che non si trova in hotel Da Imperia a Bocca di Magra le strutture religiose registrano un alto incremento di presenze: famiglie e giovani tra frati e suore, non solo per risparmiare È tempo di chiudersi in convento. Se gli albergatori delle riviere piangono sulle camere rimaste vuote e i turisti che si sono fatti radi e assai fugaci, i frati e le monache liguri sono molto più felici. Un po, si suppone, per scelta di vita, un po perché non sanno più dove mettere gli ospiti, nelle foresterie: il turismo conventuale è lunico in crescita netta, in questestate 2009. Si dorme nelle celle, si apparecchia e si pranza con i frati, alla sera si bagna lorto, chi ha voglia segue i tempi delle preghiere, chi no si affaccia sui golfi della Liguria a parlare col vento o a leggere un libro. E il turismo conventuale in Liguria batte, con il solo passaparola e un pizzico di Internet, tutto il resto, calamitando ospiti da tutto il mondo, dalla Lombardia alla Germania, dalla Danimarca alla Cina. Frati e monache, da Santa Chiara (Imperia) a Santa Croce (Bocca di Magra), sorridono per nulla sorpresi: «Sono diversi anni che la richiesta di ospitalità cresce e questanno la tendenza è ancora più accentuata». E a gonfie vele vanno anche le "case per ferie", strutture religiose per lospitalità, che impunturano tutta la regione: così come i conventi, offrono ciò che alcuni ottimi alberghi per lo meno si fanno pagare, una vista mozzafiato, uno spiaggione a un soffio, grandi parchi e attrezzature per disabili, anche se, certo, le camere sono spartane. I prezzi però vanno da 30 a 70 euro al giorno, pensione completa. Sono famiglie, persone singole, ragazzi e non, a scegliere sempre di più il convento: «Negli ultimi anni siamo completi quasi sempre, mica soltanto destate - spiegano al monastero Santa Chiara di Imperia - abbiamo 40 posti, ma per gli ospiti che vogliono vivere una vacanza di preghiera e di silenzio ci sono 10 posti letto dedicati. Cè la nostra cucina, oppure, per i gruppi, la possibilità di avere cucine indipendenti». Arrivano da tutto il mondo, nello splendido santuario di Soviore, appollaiato a 466 metri su punta del Mesco e Monterosso, il più antico della Liguria, una cinquantina di camere, cento posti letto: «Sì le richieste sono sempre di più - conferma un sacerdote - americani, tedeschi, francesi, spagnoli: spesso vengono qui per due-tre giorni e poi si fermano dieci. Cercano la vita tranquilla, in questo posto meraviglioso, e la chiesa è aperta dalle 6 alle 22». Padre Renato, del convento dei Cappuccini di Monterosso, porta a spalle i viveri su per il sentiero della salita San Cristoforo: «Qui si fa così, non cè altro modo - sorride - questo è un centro di accoglienza per i ritiri, destate diamo un poco dospitalità, in cambio chiediamo unofferta per le nostre missioni». È tempestato dalle richieste, padre Renato, perché il luogo è mozzafiato, ma lui spiega che i frati accolgono volentieri chi ha intrapreso un percorso di spiritualità, per chi sceglie «una vacanza per lanima e per il corpo, in un luogo che è un inno di lode», dice, e non certo chi cerca un albergo conveniente. «Lanno scorso il primo violino della Scala è venuto a tenere un concerto, qui da noi - racconta padre Renato - ma lo sapeva che non potevo pagarlo, allora, con altri musicisti, si sono fermati qui: mi hanno detto che non erano mai stati ricompensati tanto e ci hanno anche lasciato unofferta».