Lucca. E intanto continuano i bivacchi sulle scalinate delle chiese del centro LUCCA. Sfregiata la facciata della chiesa di S. Michele. Un vandalo ha lasciato la propria firma, con una scritta fatta con la vernice spray sul lato che guarda Palazzo Pretorio. L'ennesimo atto criminale, dopo le pietre portate via dal baluardo S. Maria sulle Mura e il furto dello stemma dei Lucchesi nel mondo, che riporta il dibattito sulla necessità della lotta agli incivili. Lotta che potrebbe essere portata avanti da un sistema di telecamere e da maggiori controlli. Vandali ancora in azione in città dopo i furti di pietre storiche avvenuti sulle Mura Sfregiata la chiesa di S. Michele Scritta con la vernice spray sulla facciata del monumento Italia Nostra «I responsabili devono pagare il danno, ma bisogna anche cominciare a educare i giovani» LUCCA. Sfregiata la facciata della chiesa di S. Michele. Un vandalo ha lasciato la propria firma, con una scritta fatta con la vernice spray sul lato che guarda Palazzo Pretorio. L'ennesimo atto criminale, dopo le pietre portate via dal baluardo S. Maria sulle Mura e il furto dello stemma dei Lucchesi nel mondo, che riporta il dibattito sulla necessità della lotta agli incivili. Lotta che potrebbe essere portata avanti da un sistema di telecamere e da maggiori controlli. «Telecamere? Non so se possono bastare - afferma l'architetto Roberto Mannocci, presidente della sezione di Italia Nostra - così come non credo siano da consigliare ronde e quant'altro. Il patrimonio artistico della città è disseminato su più punti, difficile tenerli tutti d'occhio. Inoltre, anni fa, fu scoperto uno dei vandali che impestavano la città con le scritte: ebbene, le conseguenze per lui furono zero. Invece il responsabile deve pagare il danno. E se è minorenne a pagare devono essere i suoi genitori». Essenziale è combattere l'impunità. Ed educare. «Il fatto è che qui siamo in presenza di un problema culturale - dice Mannocci - Non esistono protezioni sicure al 100 per 100 contro questo tipo di barbarie. Bisogna coinvolgere i giovani, far capire loro che così facendo sciupano un patrimonio che appartiene a tutti». Secondo Mannocci, insomma, bisogna puntare sull'educazione, coinvolgendo la scuola e le famiglie. «Viviamo in un mondo superficiale, che non fa altro che parlare di soldi - sostiene - sfregiare una chiesa con una bomboletta spray o mangiare sugli scalini sporcando ovunque non viene percepito come un gesto grave». Intanto continuano i bivacchi dei consumatori che si fermano a mangiare sugli scalini di chiese e monumenti. E che spesso vi lasciano cartacce e lattine.