No ai pregiudizi, il limite è la volgarità Nessuno punta il dito contro gli orrori delle periferie fiorentine, come invece è accaduto contro la Loggia Isozaki agli Uffizi Intervenire, modificare e costruire nei piccoli borghi storici? E sempre possibile? Larchitetto e urbanista Massimiliano Fuksas non ha dubbi: «E quasi tautologico, se il progetto è valido e interessante il risultato va bene. Se non lo è, il risultato è volgare». Tutto qui, a prescindere dalla storia, dal rispetto dei segni del passato. Davvero è giusto osare? «Dobbiamo dare contezza del nostro lavoro in questo secolo. Dobbiamo rappresentare quello che siamo oggi. Paladino non può viaggiare in landò come nei tempi antichi. E i termini sono sempre la qualità e capacità di un artista di esprimere il nostro tempo». Già, ma chi decreta qualità e capacità? «Non cè una legge per fabbricare un grande artista, né alchimia per immaginare un grande progetto. Tutto è legato a quella che io chiamo in un mio libro la "teoria del caos", e caos è lanagramma di caso. E in questo caso, Mimmo Paladino e Jean Nouvel sono ottimi artisti, conosco il loro lavoro e so degli interventi che hanno fatto in Toscana». Insomma lei è favorevole comunque a questo tipo di interventi? «Sì, sono favorevole a interventi che permettano riletture di paesi, perché questo significa affermare la nostra presenza in questo secolo, che in qualche modo si deve esprimere, lasciare segni e testimonianze». Quasi un imperativo, indipendente dal risultato. «Lo preferisco ai 9 milioni di edifici abusivi costruiti in Italia di cui nessuno parla, invece dei 100 edifici di un architetto se ne parla, eccome. Nessuno punta il dito contro gli orrori delle periferie fiorentine, nessun etico e estetico si erge in questi casi, come invece è accaduto contro la Loggia Isozaki agli Uffizi: ormai questo è diventato un dramma della storia. I casermoni che e le concessionarie di auto che circondano e deturpano gli ingressi alle nostre città non li vede nessuno. Vanno bene a tutti quelli che, al contrario, vedono un minimo gesto di un artista e un architetto, e sono pronti a criticarlo e a condannare. Cè qualcosa di deviato in questo modo di procedere. Diciamo che un attacco allarchitetto, ai suoi progetti di qualità nasconde sempre una cattiva coscienza e conoscenza». (m.a.)
TOSCANA - Fuksas: giusto osare così lasciamo un segno
L'architetto Massimiliano Fuksas sostiene che gli interventi di restauro e costruzione nei piccoli borghi storici sono giustificati se sono validi e interessanti, ma volgari se non lo sono. Secondo lui, il risultato dipende dalla qualità e capacità dell'artista, e non c'è una legge per determinare se un progetto è di qualità. Fuksas è favorevole a interventi che permettano riletture di paesi e affermare la presenza in questo secolo, anche se il risultato non è sempre garantito. Critica la reazione a interventi di architetto, che spesso nasconde una cattiva coscienza e conoscenza.
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