Anche una città morta come Pompei ha bisogno delle forze dell'ordine. Qualificate, esperte nel settore dei beni culturali, capaci di reprimere la criminalità organizzata. Per questo il sindaco di Pompei Claudio D'Alessio ha messo a disposizione una sede per il nucleo tutela patrimonio artistico dell'Arma dei Carabinieri. Da tempo le lamentele della senatrice Diana De Feo arrivavano al dicastero guidato da Sandro Bondi, circa lo stato degli scavi pompeiani: la moglie di Emilio Fede è appassionata come pochi altri dell'area archeologica più famosa del mondo, tanto da tornarci due volte al mese. Più volte ha lamentato la chiusura del bookshop quando gli scavi sono ancora aperti al pubblico, e stigmatizzando quella che lei chiama «paccottiglia», ovvero i souvenir di dubbio gusto che abbondano nelle bancarelle dedicate ai turisti stranieri. Ora la mossa del primo cittadino rende possibile la presenza quotidiana dei militari della Benemerita: l'area è talmente vasta che i custodi non riescono a controllarla interamente. Certo, forse era meglio non aspettare proprio l'anno di grazia 2009.