GARDONE Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi, ha approvato, nella seduta del 30luglio, il regolamento che disciplina la trasformazione dell'ente pubblico «Fondazione Il Vittoriale degli Italiani» in fondazione di diritto privato, in attuazione di quanto previsto dalla Legge finanziaria per l'anno 2008. Il provvedimento ha già ottenuto i pareri favorevoli del Consiglio di Stato e della Commissione parlamentare per la semplificazione della legislazione. Lo schema di regolamento si compone di sei articoli. L'articolo 1 prevede la trasformazione dell'ente pubblico «Fondazione Il Vittoriale degli Italiani» in fondazione con personalità giuridica di diritto privato, vigilata dal Ministero per i beni e le attività culturali. Consegue alla trasformazione la perdita del contributo ordinario annuale dello Stato, che nel 2008 è stato di 43.319 euro. Con la privatizzazione al Vittoriale verrà dunque meno il sostegno economico statale, tutto sommato piuttosto esiguo (ricordiamo che a fronte di l5Omila visitatori annui il fatturato del Vittoriale supera abbondantemente il milione di euro), ma la Fondazione ne guadagnerà in snellezza gestionale. Gli altri articoli del regolamento riguardano le modifiche statutarie, il patrimonio della fondazione (si chiede, tra l'altro, la redazione dell'inventano entro 60 giorni dalla trasformazione), la continuità dei rapporti di lavoro del personale dipendente a tempo indeterminato e gli organi della fondazione, che resteranno in carica fino all'insediamento di quelli nominati a seguito dell'entrata in vigore del nuovo statuto. La cosiddetta «privatizzazione» del Vittoriale dovrà avvenire entro il 31 dicembre prossimo. Pare dunque definitivamente accantonata l'ipotesi di una gestione affidata all'Università di Brescia, che aveva predisposto a suo tempo la pratica per ottenere la gestione del Vittoriale retto come fondazione privata. Il presidente della fondazionedannunziana, Giordano Bruno Guerri, ha pi volte ribadito che intende portare a termine al pi presto il processo di privatizzazione avviato dal suo predecessore, Annamaria Andreoli.