«Noi meglio dell'Outlet di Crespina» C'è già chi la chiama già la "guerra dell'outlet". Un derby a colpi di scartoffie burocratiche al termine del quale (con l'esito dell'istruttoria rinviato di un mese, ai primi di settembre) si saprà se la Regione avrà dato il via libera al Pisa Outlet Village di Lavoria (nel Comune di Crespina) o al centro commerciale nel Nuovo Centro di via del Levante. Ma il Comune di Livorno non ci sta a inquadrare la partita in questi termini. Dopo le anticipazioni del Tirreno di ieri, il sindaco ci tiene a sottolineare che i due progetti non possono esseri messi sullo stesso piano. «Non abbiamo aperto nessuna competizione - smorza Alessandro Cosimi - - ma qualcuno sta cercando di mettere alla pari due operazioni che hanno una genesi e un iter procedurale completamente diverso». L'assessore all'urbanistica Bruno Picchi spiega le differenze: «Una cosa è un progetto che mette sul mercato un'area al termine di un lungo percorso di programmazione urbanistica, altra cosa è un intervento in cui si adeguano gli strumenti urbanistici solo dopo il palesarsi dell'interesse del capitale privato come accaduto per l'eco-village di Lavoria. La Regione dovrebbe tenerne conto». A Palazzo Civico si punta dunque non tanto sulla legittimità dell'operazione di Crespina (mai messa in dubbio), quanto sul diverso peso dei due percorsi e delle due procedure: «Noi abbiamo agito nella programmazione - aggiunge Cosimi - è questo ha significato anche discussioni, critiche, partecipazione. Ma anche la previsione di un'operazione che porta un vantaggio generale a tutto il contesto cittadino e territoriale». Com'è noto per la costa (Massa Carrara, Pisa, Livorno e Lucca), la Regione ha concesso 20.800 mq di superficie da destinare alla grande distribuzione non alimentare: il centro commerciale del Nuovo Centro ne prevede circa 15mila, l'outlet di Crespina poco di più. Dunque non c'è spazio per entrambi. Il rinvio del verdetto sulla concessione dello Svag (la superficie di vendita autorizzabile), non fa tremare i polsi: «La Regione - commenta Picchi - ci ha chiesto semplicemente ulteriori integrazioni. A settembre sapremo». Cosimi non nasconde i rischi: «Il battage mediatico potrebbe anche creare un'impasse in Regione difficile da sbrogliare». Ovvio poi che non farebbe piacere ritrovarsi un outlet village ad appena 15 chilometri da Livorno, con il rischio di vedersi drenare gli ultimi spazi per una piccola e media distribuzione già al collasso.