Non solo il marchio Unesco, ma anche un progetto complessivo per il rilancio del territorio e il suo sviluppo. Domani si apre a Paestum la convention di due giorni dei siti italiani sotto protezione dell'Unesco. È la seconda conferenza nazionale dei siti italiani che fanno parte del patrimonio mondiale secondo l'Unesco e quindi meritano tutela. In tutt'Italia sono 37, in Campania sono la Costiera Amalfitana, il parco del Cilento con Paestum Velia e la certosa di Padula e altre località tra cui il centro storico di Napoli, Pompei ed Ercolano, il palazzo reale di Caserta. Nella due giorni sarà presentato dai centri sotto tutela un piano di gestione. Dunque non più una dichiarazione di tutela, ma anche un progetto concreto di intervento da sottoporre alle autorità da parte di chi ha individuato nel territorio specificità straordinarie. Insomma, i «patrimoni dell'umanità» possono essere occasione concreta di sviluppo economico del territorio. Interverranno tra gli altri, i ministri Maurizio Gasparri e Gianni Alemanno, il sottosegretario al ministero per i beni e attività culturali Nicola Bono, il governatore della Campania, Antonio Bassolino, il presidente della Provincia di Salerno Alfonso Andria, il soprintendente regionale per le attività culturali, Stefano De Caro, l'ambasciatore italiano all'Unesco, Caruso.