Chiamparino solleva un problema politico: Bondi venga qui a decidere un programma istituzionale La città, che ha varato una serie di iniziative, rappresenta lultima occasione, lultimo tram per il governo Bossi mostra la sua vera anima separatista Il centrodestra eviti di liquidare il tutto come la solita boutade estiva «Trovo indecente che un Paese che vuol essere considerato tale non abbia uno straccio di programma politico, culturale ed istituzionale per celebrare un anniversario così importante come lUnità dItalia. Torino, che ha varato una serie di iniziative, rappresenta lultima occasione, lultimo tram per il governo. Si riparta da qui se non si vogliono fare figuracce». Il sindaco Sergio Chiamparino, dopo le parole di Bossi sul 2011 e leditoriale della Padania, lancia una sfida al governo. Il ministro Bossi dice che non si devono dare soldi per eventi legati ai 150 anni dellUnità dItalia. Cosa ribatte? «In una battuta che il sangue non è acqua. Le parole di Bossi mostrano la vera anima separatista della Lega che finge tatticamente di non minare lunità del Paese. Il problema è che la prima risposta dovrebbe arrivare dai compagni di coalizione. Qualcuno nel centrodestra apra gli occhi, evitando di liquidare il tutto come la solita boutade estiva». Il ministro Bondi ha preso le distanze da Bossi. È sufficiente? «Un segnale, ma a prevalere è sempre il profilo separatista del Carroccio. Prima del problema dei soldi cè un problema politico. Il governo è ostaggio della Lega. Siamo tutti contro le celebrazioni elefantiache, ma tra gli eventi faraonici e dei festeggiamenti dignitosi esistono diverse vie di mezzo. A Torino si è messo a punto un programma che parla alle persone, che ruota attorno a due mostre, quella di Venaria, sullarte italiana, e alle ex officine Ogr, sullidentità italiana. In più è prevista la ristrutturazione dei principali luoghi del Risorgimento, patrimonio dello Stato. E a livello nazionale? Non cè nulla». I 150 anni dItalia saranno solo un evento torinese? «Bisogna evitarlo. Per questo invito il governo, ad iniziare dal ministro Bondi, a partire proprio dallesperienza di Torino per mettere a punto un programma nazionale. Organizziamo un momento di confronto aperto non per chiedere soldi ma per discutere di contenuti. Per il governo è lultimo tram, lultima occasione. Siamo pronti a mettere a disposizione lesperienza e le capacità per dare dignità a queste celebrazioni ed evitare figuracce». Una sfida al Carroccio? «Se a prevalere sarà la linea della Lega Nord, magari per tornaconti elettorali, mi sa che si farà ben poco. Il quadro così sarà chiaro». Come si fanno a fare programmi ed iniziative senza soldi? «Non ci vogliono i miliardi. È vero che non i fichi secchi non si fa nulla, ma se cè un problema di risorse lo si affronta. Anche il budget torinese è stato abbattuto per necessità. Ma i fondi se si vogliono trovare si trovano. Dire che non ci sono quattrini è un modo per nascondere la frattura politica nel centrodestra». La Padania scrive che lo Stato unitario è un relitto storico e che va rifondato attraverso il federalismo. Anche per la maggior parte degli italiani i festeggiamenti dellUnità dItalia sono un fatto anacronistico e senza importanza? «Penso di no. Ed è interessante la battaglia che si va profilando con la Lega, questione su cui anche il centrosinistra deve riflettere. È possibile recuperare unidea di autonomismo basato sul patto solidale fra i cittadini da contrapporre al federalismo separatista che hanno in testa i leader del Carroccio? Secondo me sì».