Troppo complicato accompagnare le persone. Da settembre interventi per portare le scolaresche L'attrazione turistica non è decollata per le regole imposte al personale che cura la sorveglianza anche al museo La torre del castello resta chiusa alle visite. La giunta, con una delibera, il 24 febbraio scorso, stabilì che i turisti avrebbero potuto salire sulla torre dell'orologio al termine di un percorso che comprendeva la visita al museo del Risorgimento, trasferito in primavera dalla cantoria del castello a Palazzo Bottagisio, in via Pace, ed aperto il sabato, la domenica e i festivi dalle 15 alle 19 e, la seconda domenica di ogni mese, anche dalle 10 alle 12. La possibilità di salire sul torrione, dietro il pagamento di un biglietto, in questi mesi è rimasta però solo sulla carta, anche nel periodo dei festeggiamenti, dal 3 al 12 luglio, per i 150 anni del trattato di pace di Villafranca, quando invece era possibile visitare gratuitamente il museo del Risorgimento nella nuova sede. A chi chiedeva, in quei giorni, di salire sulla torre, l'addetta alla sorveglianza ha risposto così: «Non si può. Prima, quando il museo era nella cantoria del castello, era semplice chiudere la sala e salire sulla torre, a pochi passi di distanza. Ma, dopo il trasferimento, è praticamente impossibile, visto che il mastio è a diverse centinaia di metri da Palazzo Bottagisio». La complessità dell'operazione è confermata nel testo della convenzione con cui il Comune, fino a settembre, ha affidato la sorveglianza del museo di Palazzo Bottagisio alla cooperativa "Spazio 11" di Valeggio. L'accordo stabilisce, nel caso in cui i visitatori chiedano di vedere, oltre al museo risorgimentale, anche la torre, che «il personale incaricato, dopo aver chiuso il museo, accompagni i visitatori alla torre e, al termine della visita, faccia ritorno al museo. Ad ogni chiusura il personale incaricato dovrà avere la massima cura nel serrare il museo, dopo aver verificato che porte e finestre sono sigillate e attivato il sistema di allarme, che andrà disinstallato alla riapertura». Il tutto eseguito da un solo operatore, come prevede il patto, per il periodo che va da metà luglio fino alla fine di dicembre. «Per ora la possibilità di salire sulla torre rimane sospesa», conferma Maria Cordioli, assessore alla cultura, «poiché ci sono da fare alcuni interventi come l'installazione di lampade che illuminino alcuni punti oscuri all'interno. Da settembre ripenseremo l'organizzazione del servizio e risolveremo le problematiche logistiche dovute alla chiusura del museo e all'accompagnamento dei turisti sul torrione. Anche perché intendiamo promuovere visite con le scolaresche ai principali monumenti cittadini. Dobbiamo pure interpellare la soprintendenza competente per l'installazione di un ascensore che consentirà la salita ai disabili». Luca Zamperini, assessore alla manutenzione del patrimonio, sottolinea: «Per attirare i visitatori al castello recupereremo pure la chiesetta di Cristo Re. Ricollocheremo nel tempietto della rocca gli antichi banchi oggi custoditi nei magazzini comunali. L'idea è quella di recuperare lo spazio sacro, chiudendo il passaggio interno tra chiesa e cantoria, e permettere l'accesso al tempio dal volto dell'ingresso principale. Abbiamo intenzione di riposizionare nella chiesa i quattro dipinti originali, oggi appesi alle pareti della sala della giunta in municipio. Abbiamo poi interpellato un artista per fare una copia del dipinto di Cristo Re, ora custodito nella Chiesa dei Frati, da collocare all'esterno della chiesa del castello, come era in origine». Sui tempi dell'intervento, Zamperini specifica: «Sicuramente entro la fine dell'anno sarà collocata la copia del dipinto all'ingresso della chiesetta. Le altre operazioni dipenderanno dalle disponibilità di bilancio. È un recupero importante, per la riscoperta dei segni della cristianità in città».