L'ex governatore: centrodestra ha il 10 di vantaggio Enzo Ghigo perse il governo del Piemonte per 60 mila voti il 5 aprile del 2005, a superarlo fu Mercedes Bresso. Una sfida mai finita. Tra meno di un anno la rivincita: si ricandiderà? «Io non ne ho intenzione. Intervengo su quello che dice la Bresso perché sono il coordinatore regionale del Pdl e per amor di verità, perché, ad esempio, sulla Sanità la presidente ha colpito duro, accusandoci di tutto e ora, invece, deve ammettere che il deficit è organico, che ogni Regione è in passivo. Solo che con il centrosinistra il Piemonte ha aumentato il disavanzo di 3,5 miliardi di euro, al punto che anche una consulente della presidente ha ammesso che la situazione è molto grave, pi di quella trovata ». Pensate di riconquistare la Regione? «La carica con cui Bresso attacca noi, il ministro Bondi, il governo nazionale è tale anche perché lei sa che stanno perdendo il 10 per cento rispetto a noi. Lo dice un sondaggio Swg commissionato da loro. Anche con l'Udc, al 4-5 per cento, il centrosinistra non ce la farebbe. Con Bresso l'attuale maggioranza sa che perde; lei nel suo partito, nel Pd, è in difficoltà, perciò rilancia contro di noi. E' in campagna elettorale per se stessa, ma questo per il Piemonte è un vero disastro, a pagare sono il territorio, le attività». Vuol dire che come nel caso Venaria il governo italiano potrebbe penalizzare il Piemonte? abbandonarlo? «Dico che senza ministero alla Cultura, Venaria non va da nessuna parte. Le attività di restauro hanno valore se c'è l'appoggio nazionale. Le stesse fondazioni bancarie si tirerebbero indietro dal collegio. E così per la Reggia: c'è bisogno di sostenere le attività, bisogna collaborare». Quindi, secondo lei, bisogna accettare l'indicazione del ministro Bondi: Toto Bergamo Rossi presidente del Centro di restauro? «A me in passato è toccato di cercare punti d'incontro con gli allora ministri Rutelli e Melandri. Quando gli schieramenti sono diversi, si deve uscire dalla logica di appartenenza e magari, per il bene del territorio, abbassare la testa». Per la presidenza di Venaria a Fabrizio Del Noce il centrosinistra lo ha fatto. «Ma quanti mal di pancia! Noi abbiamo dovuto ricucire i rapporti anche con i dirigenti del ministero. No, l'ostacolo è Bresso, è sopra tono, si offende con il ministro se la chiama signora, parla come un capogruppo, pensa alle elezioni del 2010, ha un approccio che ci allontana dalla soluzione dei problemi. E così tutto il sistema torinese ne risente». Ma il governo Berlusconi si nega anche per i 150 anni dell'Unità d'Italia. «Su questo tema la penso come Roberto Cota: niente sprechi in megalomanie, per di più di parte. Due milioni per la biennale sulla democrazia? Parole. Convegni e mostre affidate al professor Giovanni De Luna, uno storico che ha una sua visione. Ha ragione la Lega Nord a richiamare tutti a parsimonia e pluralismo. In quanto ai finanziamenti io sono il primo firmatario di una proposta per un Gratta e Vinci a sostegno delle celebrazioni, in autunno diventerà legge e porterà soldi per il 2011». Sarà Cota l'avversario della Bresso? «Cota è il più autorevole esponente della Lega del Piemonte, se la coalizione deciderà la sua candidatura io sarò contento e lo sosterrò. Come farò per altri indicati dalla coalizione». Cota ha scritto che nel Pd molti vorrebbero candidare Chiamparino. «Risulta anche a me. La situazione nel Pd è da notte dei lunghi coltelli, tre candidati per ogni livello di segreteria. Ci sono tensioni. Mentre da noi c'è del sereno». Lei al governo della Regione e Chiamparino alla guida della Città andaste d'accordo: pensa che la complementarietà dei due schieramenti sia il modello più utile per il territorio? «Se penso allo spirito che abbiamo avuto per le Olimpiadi... era costruttivo, positivo. Non c'era il livore della Bresso di oggi».