Lassessore Di Carlo: "Così fermeremo lespansione selvaggia della città" "Sono vietate le sopraelevazioni. Ma verranno resi abitabili lavatoi e soffitte già esistenti" È un po provato dalle maratone notturne che lhanno inchiodato alla Pisana per settimane, ma non nasconde la sua soddisfazione. Il Piano casa appena approvato «è un cambio di prospettiva radicale», dice il suo "curatore", lassessore alla Casa Mario Di Carlo. Ci spiega cosa cambia assessore? «Questa legge smonta il principio dellallargamento della città a macchia dolio. Quella prassi consolidata secondo cui nulla si abbatte, nulla cambia di uso e tutto si aggiunge. Con inevitabile corollario di consumo del suolo e aumento dei costi in termini di servizi: una volta fatti, nei nuovi quartieri devi portarci bus e cassonetti, spazzare strade, manutere viabilità e giardini. Ebbene, noi diamo la possibilità di densificare dove è già costruito senza toccare le zone ancora vergini. E questo vale tanto più per ledilizia economica e sociale». Sta cioè dicendo che il sindaco Alemanno può accantonare il "bando delle aree di riserva", compreso lagro romano, necessarie per costruire gli alloggi popolari? «Ogni comune è sovrano nelle scelte. Tuttavia forte è limpressione che il social housing di Alemanno aprisse alla speculazione: incamerare aree verdi per renderle edificabili. Noi oggi forniamo uno strumento alternativo: ogni operatore, per costruire, sarà obbligato a cedere al Comune il 20 della superficie edificabile, il 50 della quale dovrà essere destinata alle case popolari. Così si raggiungono due obbiettivi: mischiando ledilizia privata con quella sociale, si evitano i ghetti alla Tor Bella Monaca e Laurentino 38; le aree si ricevono gratis da ogni lottizzazione. In più i Comuni potranno aumentare la previsione edificatoria nelle zone già destinate al residenziale pubblico». Ritorniamo al piccolo proprietario: cosa gli consente la legge? «Escludendo i centri storici, le aree protette e quelle sottoposte a vincolo, chi ha una proprietà non superiore a 1.000 metri cubi, circa 330 metri quadrati, la potrà ampliare del 20: massimo 62,5 metri quadri. Premi di cubatura (ma solo del 10) che abbiamo introdotto anche per gli edifici destinati ad artigianato e piccola industria». Chi ha un attico potrà dunque costruirsi un superattico... «No, le sopraelevazioni sono vietate, salvo che non si debba sistemare un locale già esistente: per dotarlo, ad esempio, di un tetto coibentato che gli regali vivibilità. Penso alle soffitte o ai lavatoi in cima ai condomini: si potranno rendere abitabili, come nella realtà già sono». E chi ha una casa grande? Potrà dividerla in più appartamenti? «Sì, ma è un discorso molto tecnico. Abbiamo semplificato le procedure e modificato gli standard, che ora si potranno monetizzare. Pagando, il frazionamento sarà più facile». Ma perché con la demolizione-ricostruzione i premi di cubatura salgono fino al 60? «Ci consente di rinnovare il patrimonio edilizio. E di tutelare il territorio. Mi spiego. Se hai una villetta nel parco dellAppia Antica o in una zona di esondazione del Tevere, e decidi di demolirla, la potrai ricostruire fuori dallarea vincolata con un premio del 50». Cgil e movimenti per la Casa avevano criticato la prima stesura della legge. Ora vi applaudono. Come avete fatto? «Abbiamo reso decennale il Piano sulledilizia sociale stanziando 100 milioni lanno fino al 2020: una cifra pazzesca se si pensa che il governo ne ha messi 200 per tutta Italia. Secondo: lintervento è strutturale, ha cioè una copertura certa che deriva dal 5 annuo del gettito del bollo auto. Vale per la giunta Marrazzo ma anche per chi verrà dopo».