domani incontro con il comitato e poi vertice del centrosinistra Il 'j'accuse dell'assessore Di Tullio scuote Palazzo Sisto, ma i consiglieri "ribelli" rimangono sulle loro posizioni Savona. È domani il D-day per Parco Doria. In mattinata il sindaco Berruti riceverà nel suo ufficio i rappresentanti del Comitato di via Stalingrado che hanno chiesto un incontro ufficiale, nel pomeriggio si svolgerà la riunione di maggioranza per fare il punto sulla pratica e decidere il da farsi. Sono ore bollenti perché la vicenda si è surriscaldata non poco negli ultimi giorni e dal problema "tecnico" della distanza tra il cantiere e le case (i residenti contestano il mancato rispetto dei termini di legge) si è arrivati al problema "politico" dei rapporti all'interno della maggioranza (l'assessore Di Tullio ha accusato i consiglieri di «impazzimento» perché adesso chiedono la revisione del progetto) e tra la maggioranza stessa e l'esterno, in questo caso il Comitato di via Stalingrado. La sensazione, insomma, è che sul cantiere dell'Ips a Parco Doria il sindaco, la giunta e la maggioranza di Palazzo Sisto dovranno usare tutta la diplomazia possibile per venire a capo sia del problema tecnico che di quello politico senza strappi né dietrofront controproducenti. Perché il rischio - come ha evidenziato l'assessore Di Tullio nel suo duro j'accuse di ieri - è che se il cantiere si dovesse fermare per motivi «strumentali», a pagare sarebbero la ventina di aziende, con i relativi 250-300 lavoratori, che hanno già sottoscritto i compromessi per trasferirsi nei nuovi capannoni che nasceranno. «Un rischio da evitare ad ogni costo perché ne andrebbe del futuro dei lavoratori, oltre che dello sviluppo della città» ha detto l'assessore. Difficile quindi mettere in conto per domani colpi di scena sul cantiere in corso ma "mai dire mai". Anche perché il Comitato, forte delle sue perizie di parte che contestano le distanze (non ci sarebbero dovunque i 10 metri previsti per legge), nella commissione di martedìè riuscito ad ottenere dai consiglieri comunali (quasi tutti i presenti, di maggioranza e opposizione) l'impegno a richiedere un consiglio comunale urgente per rivedere il progetto alla luce di questo presunto errore di misurazioni. E questa richiesta è stata firmata da buona parte dei consiglieri, compresi appunto quelli di maggioranza (Lugaro e Larosa), e in particolare da due del Pd (Aschiero e Ferreri), che hanno fatto saltare sulla sedia l'assessore all'urbanistica Di Tullio, da qui la sua accusa: «I consiglieri dovrebbero dimostrare maggiore rispetto dell'istituzione che rappresentano invece di fare passi irresponsabili». Ma questi consiglieri, ieri, hanno ribadito la propria posizione e la richiesta di un consiglio ad hoc: «Non siamo irresponsabili ma neppure insensibili di fronte alle legittime preoccupazioni della gente» hanno chiarito Giuseppe Ferreri e Sergio Lugaro, ribadendo l'esigenza di una verifica tecnica del cantiere e delle sue misurazioni. Il sindaco Berruti, peraltro, ha già disposto un nuovo sopralluogo dei tecnici per verificare la situazione e ha chiesto ad Ips, «precauzionalmente», di non lavorare nei pressi del punto incriminato, quello dove la distanza sembra effettivamente troppo ravvicinata. Nel contempo ha chiesto sempre ad Ips una relazione tecnica per fare il punto sul cantiere e capire se sono fattibili «almeno piccole modifiche». Relazione che Ips ha già inviato a Palazzo Sisto, a firma dell'ingegner Giuseppe Olcese, escludendo però la possibilità di modifiche «realmente migliorative». E quindi? dario freccero frecceroilsecoloxix.it