Impegno comune anche con l'amministrazione di Ponti sul Mincio. Il consigliere Di Lorenzo: «Avanti nel dialogo col Demanio» C'è il vincolo «culturale» Chincarini: «La fine di ogni polemica ad arte e il via libera alla valorizzazione» Con un decreto del 24 luglio il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto ha dichiarato Forte Ardietti bene di «interesse culturale»: decisione che sancisce in modo inequivocabile l'inalienabilità dell'immobile già sottoposto a vincolo monumentale. La notifica del decreto è arrivata in Comune a Peschiera accolta con molta soddisfazione dal sindaco Umberto Chincarini e dall'assessore ai beni storico-monumentali Eva Di Lorenzo. «La firma del decreto pone fine a una serie di ridicole insinuazioni da parte di taluni sedicenti appassionati esperti di storia asburgica che avevano addirittura portato Gian Antonio Stella a scrivere sulla prima pagina del Corriere, sotto il titolo "Risorgimento in vendita Lo Stato fa cassa, offerti ai privati i forti di Radetzky tra i quali lo straordinario Forte Ardietti capolavoro assoluto di architettura militare"», commenta il sindaco. «Meglio, credo, attenersi ai fatti e i fatti dicono dell'impegno di questa amministrazione che dopo aver iniziato il censimento dei beni monumentali ha provveduto, a proprie spese, a verificare se su ognuno di questi fosse stato emesso il vincolo monumentale o l'interesse culturale. Su Forte Ardietti questa dichiarazione né era stata emessa né, tanto meno, era mai stata richiesta. Questa richiesta», sottolinea Chincarini, «è stata presentata dal nostro Comune e da quello di Ponti sul Mincio, ognuno ovviamente alle Soprintendenze di riferimento. Più precisamente, con lettera del 14 aprile 2006, abbiamo sollecitato questa verifica di "interesse culturale», con le conseguenti disposizioni che vincolano il monumento». «Ora, non appena la Soprintendenza regionale della Lombardia notificherà al Comune di Ponti sul Mincio il proprio decreto per la parte insistente su quel territorio, potremo insieme avviare con l'Agenzia del Demanio un progetto di valorizzazione dell'intero compendio. E proprio il paziente lavoro di collaborazione intrapreso con l'Agenzia del demanio e la Soprintendenza di Verona ci ha portato oggi a questo importante risultato; un lavoro per il quale voglio ringraziare in particolare l'assessore ai beni storico monumentali Eva Di Lorenzo». Ed è la stessa Di Lorenzo che sottolinea la valenza del nuovo provvedimento. «Il vincolo monumentale non è di per sé garanzia dell'inalienabilità di un bene», spiega l'assessore. «Diversa è la valutazione di bene di "interesse storico o culturale": questa, infatti, riconosce a quell'immobile o struttura una rilevanza attuale e per questo mette un paletto molto forte nei confronti della possibile alienabilità. Forte Ardietti è il forte austriaco meglio conservato non solo in Italia ma credo nell'area del sud Europa, è un vero e proprio documento storico sull'architettura asburgica: ecco perché questo provvedimento ci rende molto orgogliosi». «Adesso», aggiunge Di Lorenzo, «abbiamo un altro presupposto da cui partire per riprendere, insieme al Comune di Ponti sul Mincio, il dialogo già avviato con l'Agenzia del Demanio: dovremo definire il canone per la concessione d'uso, la durata della concessione, gli interventi per la conservazione e consolidamento del bene e la sua destinazione che sicuramente non potrà che essere rivolta ad iniziativa di tipo istituzionale, culturale, di promozione del territorio. Servirà dunque ancora tempo, ma il decreto emanato ci permette di cominciare a lavorare su basi sicuramente più concrete».[FIRMA] Un «gigante» costruito dagli Asburgo «Forte Ardietti è uno dei pochissimi esempi superstiti, e ancora in buono stato di conservazione, di fortificazione della metà dell'Ottocento» sottolinea la relazione storico-artistica redatta dalla Soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici di Verona, Rovigo e Vicenza. La struttura faceva parte del sistema fortificato austriaco di Peschiera che con Verona, Legnago e Mantova costituiva il sistema di difesa del regno Lombardo - Veneto. Il forte risale alla metà del XIX secolo. Gli austriaci iniziarono a costruirlo nel 1856-57 e finirono nel 1861. Occupa circa 15.560 metri quadrati, ma il complesso ricade su un'area di pertinenza di 111.304, di cui 70.340 sul territorio di Ponti sul Mincio (Mantova) e 40.964 su quello di Peschiera. La Soprintendenza evidenzia le caratteristiche della struttura e l'impianto originario «conservato perfettamente» precisando che lo stile costruttivo «è tipico del periodo asburgico, anche se in epoche successive furono costruite nuove porzioni» per adattarlo alle mutate tecniche di combattimento».G.B.