Fino a novembre il museo Isidoro Falchi di Vetulonia potrà esporre nelle sue mostre due pezzi di notevole valore: la spada di Enea e una brocca etrusca-corinzia. Un evento reso possibile grazie al gemellaggio fra il museo castiglionese e quelli di Lavinium e Alatri, presenti con i suoi delegati alla cerimonia. Ma un'altra notizia che farà felici i molti appassionati di archeologia, l'ha data il sindaco Monica Faenzi: «Mi impegnerò personalmente per trovare altri finanziamenti, almeno 100 mila euro, per far proseguire la campagna di scavi che in queste settimane hanno interessato Vetulonia». Particolarmente soddisfatta la direttrice del museo Simona Rafanelli che ha illustrato l'iter dei lavori nel quartiere etrusco-romano, con significativi ritrovamenti di due nuove domus che emergono da un basolato, suppellettili con frammenti di coppe, pesi per telaio e rocchetti. Ma a concentrare l'attenzione sicuramente è stata la spada di Enea, considerata un reperto di altissimo valore, che per la prima volta viene esposta dopo un lungo restauro. La spada di Enea sarà inserita nella mostra "Sovrani dei due mari. Tesori d'oro e ambra da Vetulonia e Verucchio" in corso fino al 2 novembre e già importante per la qualità dei pezzi, e rappresenta il simbolo per eccellenza della sovranità. Un oggetto avvolto dal mito, proveniente dal sito archeologico dove, secondo la leggenda e la tradizione narrata da Virgilio, sarebbe sbarcato appunto Enea. (enr.giov.)
VETULONIA. La spada di Enea in mostra al museo di Vetulonia
Il museo Isidoro Falchi di Vetulonia potrà esporre due pezzi di notevole valore fino a novembre. La spada di Enea e una brocca etrusca-corinzia saranno esposte nelle mostre. Il gemellaggio fra il museo castiglionese e quelli di Lavinium e Alatri ha reso possibile l'esposizione. Il sindaco Monica Faenzi ha annunciato di cercare finanziamenti per proseguire la campagna di scavi. La direttrice del museo Simona Rafanelli ha parlato dei ritrovamenti di due nuove domus e suppellettili. La spada di Enea è stata esposta dopo un lungo restauro e sarà inserita nella mostra "Sovrani dei due mari.
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