La notizia è arrivata ieri come una 'bomba' alla direzione della soprintendenza regionale a Bologna. L'architetto Elio Garzillo, da soprintendente dell'Emilia Romagna. passa ad un incarico ricompreso tra quelli definiti 'dirigenti generali con incarichi (li staff e lavorerà con tutta probabilità direttamente a Roma. Lascia quindi Bologna e la direzione regionale. Cosa è accaduto? Ieri il consiglio dei ministri ha approvato il regolamento dei beni culturali su proposta del ministro competente Giuliano Urbani. Si tratta di una riorganizzazione del ministero (secondo le notizie diffuse dal forum di discussione della Uil Beni Culturali) che "adegua la struttura alla nuova fisionomia, disegnata su modello dipartimentale, prevista dal recente decreto legislativo numero 3 del 2004". Il provvedimento ha ricevuto il parere; favorevole del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari competenti. L'elenco dei nominati è stato quindi reso disponibile in tempo reale. Da notare la nomina ad interini alla direzione generale per i beni architettonici e artistici del dottor Roberto Cecchi, nominato anche capo di parti mento; Cecchi si era trovato a volle in contrasto su alcune decisioni adottate da Elio Garzillo in merito a vincoli posti in regione. Elio Garzillo si trova sotto la lista dei dirigenti generali con incarichi di staffe gli e stata assegnata la competenza per il dipartimento della ricerca, innovaione e organizzazione. Tra i funzionari no minati alle diverse direzioni regionali, per l'Emilia Romagna si trova il nome di Maddalena Ragni, che quindi arri vera a gestire le sorti dei beni artistici e culturali della regione al posto di Garzillo. "Sono importanti e condivise le scelte operate - ha detto Gianfranco Cerasoli segretario della Uil beni culturali - anche se per la Direione generale per i beni architettonici e paesaggistici sarebbe stato meglio nominare sin da ora un direttore Generale titolare anziché un incarico ad interini". Non v'è dubbio che se ne va un tecnico che aveva operato scelte anche scomode, come il vincolo su piazza Matteotti e sull'area ex Sipe.