Costruttori, cooperative e ordini professionali contestano anche le decisioni del Comune di Genova Genova. È guerra aperta, o quantomeno dichiarata, tra costruttori ed enti locali. Per la prima volta la Consulta permanente per l'edilizia in tutte le sue componenti (dalle associazioni confindustriali alle cooperative) scaglia contro gli enti locali, Regione Liguria in primis, una lettera dura con la quale si accusano le diverse amministrazioni pubbliche di mettere, con le loro politiche, il settore dell'edilizia in condizioni di non lavorare. Il grido d'allarme l'anciato ieri, in maniera più blanda, da costruttori come Garaventa (che ha trasferito l'intera attività fuori regione) si fa dunque rivendicazione formale, durissima. La Consulta parla di «grave minaccia per la vitalità stessa del comparto edile che deriva dalla concomitante e contemporanea presenza» di alcuni atti amministrativi. Sotto accusa finiscono la «variante al Piano territoriale di coordinamento paesistico (delibere della giunta regionale 940 e 10662009)», dalla quale conseguono rilevanti misure di salvaguardia che hanno «bloccato iter progettuali prolungati e costosi, compromettendone addirittura in alcuni casi la effettiva fattibilità». Indice puntato anche contro l'«avvio dell'iter approvativo della variante urbanistica al Piano urbanistico di Genova», che prevede la ridefinizione del regime urbanistico delle zone BB et alia, con tutte le conseguenze dell'istituto della Salvaguardia». E infine: «Efficacia del regime urbanistico transitorio previsto dall'articolo 26 della legge regionale 382007». La letteraccia finisce sul tavolo di Regione e Comune. Il presidente della Consulta Davide Viziano non usa mezzi termini: «Questi provvedimenti sono responsabili del nostro collasso. Hanno determinato il blocco integrale delle attività». Affermazione sottoscritta da tutti: dall'Ance ad Abitcoop agli ordini professionali. «In diverse occasioni abbiamo offerto collaborazione - scrive la Consulta - Riteniamo non più accettabile l'adozione di misure legislative e amministrative inutili, punitive e persecutorie tanto del mondo delle imprese, quanto delle attività professionali, quanto infine dei proprietari di immobili e del mondo delle imprese manifatturiere e produttive».
LIGURIA - EDILIZIA. La Consulta per l'edilizia attacca la Regione: Gestione punitiva
La Consulta permanente per l'edilizia, composta da costruttori, cooperative e ordini professionali, ha scagliato una lettera dura contro gli enti locali, Regione Liguria in primis, accusandoli di mettere il settore dell'edilizia in condizioni di non lavorare con le loro politiche. La Consulta sostiene che la variante al Piano territoriale di coordinamento paesistico e l'avvio dell'iter approvativo della variante urbanistica al Piano urbanistico di Genova hanno bloccato iter progettuali prolungati e costosi, compromettendo la fattibilità delle opere.
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