Gli archistar in questi contesti servono solo per fare scempi urbanistici mascherati da grande architettura «Campo di Marte? Va bene. Mentre, perdoni la frase cruenta, considero davvero demenziale il progetto del tracciato in galleria». Il tunnel dellAlta Velocità con prevista stazione ai Macelli non piace affatto allarchitetto e urbanista Pierluigi Cervellati, attualmente docente di Progettazione e riqualificazione urbana e territoriale presso lIstituto Universitario di Architettura di Venezia. Tunnel bocciato in pieno. Ci spieghi perché. «Per più motivi. Firenze è una città storica e il tunnel andrebbe sicuramente a toccare zone piene di reperti archeologici, oltre a lesionare brutalmente le abitazioni lungo il tracciato. E un progetto del tutto inopportuno, pseudo moderno e vecchio come concezione. In 7 chilometri in sotterranea trovi di tutto e di più. E poi basta pensare allo spreco di denari e tempo, per cause legali fatte dai cittadini coinvolti. Unidea che fa il pendant con il progetto della tramvia che dovrebbe passare dal Duomo: sono contrarissimo anche a quello». Ci illustri lalternativa che suggerisce. «Aggiungo che quel tracciato farebbe risparmiare ai treni frecce rosse o azzurre solo 10-15 minuti, quindi non vale la pena. A Firenze occorre uno studio per una soluzione dal minor impatto ambientale possibile. Gli "archistar" in questi contesti servono solo per fare scempi urbanistici mascherati da grande architettura. Occorre usare intelligenza, visto che Firenze è anche una città moderna, e che il problema della stazione non è stato risolto nemmeno con lo spostamento della Leopoldina a Santa Maria Novella». Opterebbe decisamente per Campo di Marte, quindi. «Si, va benissimo. Si spende meno e si cerca la modernità nella semplicità e nellanonimato, senza devastare il territorio e ulteriormente la città, ormai diventata un suk». E questa la virata decisiva che consiglierebbe al nuovo sindaco? «Certo. Ho studiato a Firenze, vivo a Bologna e insegno a Venezia, tre città storiche ormai trasformate in supermercati turistici, piene di traffico e speculazione. Invito il nuovo sindaco a guardare la città come hinterland. Dovrà impegnarsi a recuperare la qualità della vita, a riqualificare tutto lesistente, come con il Piano Detti di quasi 50 anni fa. Una città brutta produce degrado e violenza».