ANTONIO Paolucci, soprintendente del Polo autonomo museale fiorentino, diventa anche capo della direzione (ex soprintendenza) regionale per i beni culturali e paesaggistici, al posto di Mario Lolli Ghetti. La nuova nomina per Paolucci arriva a seguito del riordino e del rinnovo delle strutture del ministero dei Beni culturali decisa dal Consiglio dei ministri di ieri, con l'assegnazione di nuovi incarichi e giri di poltrone su indicazione del mi.astro Giuliano Urbani. Paolucci superstar quindi a Firenze e in Toscana, con una pioggia di incarichi e responsabilità allargate su tutto il territorio, e un addio a Mario Lolli Ghetti che lascerà il suo ufficio di soprintendente regionale a Palazzo Pitti «con grande dispiacere» per il nuovo incarico di direttore regionale delle Marche. «Dopo nove anni di lavoro a Firenze, città per cui nutro un grande amore, mi dispiace davvero tanto dovermene andare. Spero solo di lasciare un buon ricordo» commenta Lolli Ghetti, tra l'altro fino all'ultimo tuffo candidato al vertice del Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici al posto di Roberto Cecchi, che è anche direttore generale del settore. Le lettere con le nuove nomine, non ancora ufficializzate dal ministero, sono già partite. E i responsabili sindacali hanno già diffuso elenchi e relativi nomi. Critiche comprese. «E' una riorganizzazione vera di tutti i dipartimenti centrali e periferici osserva Enzo Feliciani della Uil questa volta c'è un decentramento effettivo, con i poteri del direttore generale spostati a livello periferico. Un dato positivo, solo che per funzionare hanno bisogno di risorse economi-che umane. E su questo la questione è ancora aperta, e va dalla stabilizzazione dei precari fino all'inquadramento giuridico ed economico di professionisti come storici dell'arte e architetti».