La polemica Il sottosegretario all'Economia sui finanziamenti pubblici Cosentino: non è vero che abbiamo favorito la Sicilia Tutta colpa del Par Fas campano. Che non è una brutta parola spagnola. È, testualmente, il Programma attuativo dei fondi destinati alle aree sottoutilizzate. Quelli, tanto per fare un esempio calzante, che si è visti sbloccare la Regione Sicilia. «Figli e figliastri» hanno tuonato i presidenti delle regioni meridionali quando il governo, in piena fronda autonomista del presidente Lombardo, ha attivato i 4 miliardi (fondi Cipe) isolani. «La Sicilia ha spiegato il presidente della conferenza delle regioni Vasco Errani ha avuto con i fondi per i Par il giusto riconoscimento, ma è evidente che così deve avvenire anche per gli altri». Tra gli altri c'è appunto la Campania a cui sarebbero destinati circa 4 miliardi. Ma sinora di quei soldi Palazzo Santa Lucia non ne ha visto uno. Perché? Colpa del Par. «La Campania ha approvato questo programma il 19 giugno scorso ed è stato inoltrato a Roma in luglio. È inutile, quindi, che dicano che il governo blocca le risorse, perché i colleghi siciliani sono stati i primi. Hanno presentato il loro programma attuativo in febbraio», a svelare l'arcano è il sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino. Che spiega: «Non ci sono scadenze ma le regioni che si sono attrezzate prima, accederanno all'istruttoria ». Ma chi sono stati i più veloci e chi i più lenti? «La Sicilia è stata la prima, la Campania l'ultima tra le meridionali». Il sottosegretario azzurro ne fa anche una questione di contenuti. «Tra i progetti più significativi della Campania ci sono la tutela delle acque, l'adeguamento dei sistemi di collettamento e depurazione ancora Cosentino . Ma ci rendiamo conto del paradosso? La stagione estiva è quasi finita e il 19 giugno la Regione approva un piano e chiede 177 milioni di euro per pulire il mare». Per Cosentino la Campania, rispetto alle altre regioni dell'Obiettivo 1, soffre di una patologia grave: la polverizzazione delle risorse. «Usciamo dall'Italia, pensiamo alla Grecia o alla Spagna. In quelle nazioni sono stati presentati 8-10 grandi progetti e su quelli sono intervenuti. Valentia ha spostato un fiume per realizzare il waterfront. In Italia la Campania ci ha finanziato l'ordinario. La fontana, le fogne». Ancora qualche esempio: «Alla fine nella proposta campana ci sono opere per 10 milioni di euro da destinare al recupero del Rione Terra. Mi chiedo: ancora e soprattutto perché ora? Abbiamo centinaia di siti archeologici abbandonati, musei chiusi, opere che nessuno ha mai visto e sa nel passato Quadro comunitario di sostegno qual è stata l'opera culturale che ha ricevuto più denaro? Il Museo di arte contemporanea, a cui sono andati 43 milioni di euro. È la settima opera per importanza e peso dopo i grandi progetti infrastrutturali. Non ha senso». Cosentino difende l'idea della Cassa del Mezzogiorno per questo. L'idea di una centralizzazione, di un controllo sulla gestione e sulle spese pazze degli enti locali. E, altresì, rifiuta di avallare l'idea che sotto la decisione del governo di sbloccare i Fas destinati alla Sicilia ci sia una preoccupazione politica all'interno del Pdl. «I tempi prosegue l'esponente del governo . Sono quelli la chiave di lettura e l'unico motivo: chi arriva ultimo non può accampare pretese. La Sicilia è stata la prima, con sei mesi d'anticipo. Il che significa che i progetti per le opere saranno presentati con sei mesi di anticipo, le opere verranno cantierate con sei mesi di anticipo e si chiuderanno con sei mesi di anticipo. È la Campania ad essere in ritardo. I fondi erano stati bloccati tutti dal governo per controllare meglio i programmi. Quando ha iniziato a montare la polemica sul Mezzogiorno Bassolino si è affrettato ad approvare in giunta il Par campano. Semmai la sua è una questione politica». Dunque non è vero che il governo sta utilizzando i fondi Fas come un tesoretto a cui attingere in mancanza di risorse per qualsiasi cosa: dal buco di bilancio di Catania agli allevatori settentrionali? Cosentino è perentorio: «Quando si è trattato di risolvere l'emergenza rifiuti il governo non ha badato a spese. Il Fas non è un bancomat. Ma se si spendono male i denari pubblici e si programmano gli interventi in ritardo si dimostra ancora una volta che ha ragione chi dice che al Sud il problema non è la quantità di denaro che arriva, ma la qualità della spesa. E la Campania le ha polverizzate. Lo sostengono gli stessi tecnici che hanno redatto il Quadro comunitario di sostegno precedente. Nonché moltissimi politici di sinistra. Tutto il resto è una mistificazione che alla Campania non fa proprio bene». Simona Brandolini