Urbanistica Trattative con i privati Palazzi pubblici e iniziative private: il menù autunnale patrimonial- urbanistico, a palazzo Barbieri, oscillerà tra questi due poli. In settembre occorrerà infatti definire quel «grande scambio incompiuto» che condiziona le finanze di palazzo Barbieri, i rapporti con le grandi istituzioni finanziarie cittadine e le stesse ipotesi d'intervento in altri settori. Tutto parte dall'ex Polo Finanziario: deciso che quel progetto va in cantina, c'è da ricomprare la grande area ad esso destinata. I proprietari (soci della Polo Finanziari SpA) sono Cariverona, Popolare e Cattolica, vale a dire il Gotha della finanza cittadina. L'ipotesi resta quella di un mega-scambio: l'area di fronte alla Fiera tornerà al Comune in cambio di palazzo Forti (e isolato annesso) alla Fondazione Cariverona. Ma modalità e valutazioni restano in sospeso. E condizionano lo sviluppo di Verona sud, visto che lì è progettato un enorme spazio unico, collegato alla Fiera e con viale del Lavoro destinato a passare, su quel tratto, in sotterranea. Un progetto spettacolare, con nuovi uffici (forse anche per lo stesso Comune di Verona), albergo, grande parcheggio fieristico, negozi di prodotti legati alle rassegne fieristiche più importanti (vini, agro-alimentari, accessori per cavalli). Il Comune ha messo in vendita anche altri palazzi storici, dai quali si dovrebbero ricavare le risorse per rimediare ai guai cronici delle casse municipali. Oltre alla sede della Galleria d'Arte Moderna, chi ha abbastanza soldi può infatti puntare a comperarsi palazzo Pompei, oggi sede del Museo di Storia Naturale, per 20 milioni di euro, oppure palazzo Gobetti, in corso Cavour, per 10 milioni, o ancora l'ex convento di San Domenico, oggi sede della polizia Municipale, per 12 milioni e 600mila euro. Tornando a Verona sud, l'autunno segnerà il via alla ricostruzione alle ex Cartiere di Basso Acquar, completata la fase delle demolizioni. L.A.