Il candidato della mozione Marino: "Voglio coinvolgere le associazioni" Il suo obiettivo è mettere assieme lassociazionismo siciliano e convincerlo a seguirlo in una sfida che, sottolinea, «non è personale ma collettiva». Così si presenta Giuseppe Messina, candidato alla segreteria regionale del Partito democratico in collegamento con la mozione del chirurgo trapiantista Ignazio Marino in corsa per la leadership nazionale. «Ho scelto di candidarmi per la mozione Marino - dice Messina - perché grazie a questo sarà possibile riportare allinterno del Pd il dibattito che è proprio dellassociazionismo e della gente comune e che si fonda sul principio di moralità e legalità». Ex coordinatore del nucleo di protezione ambientale della polizia municipale, Messina è ora al servizio vigilanza e controllo dellAgenzia regionale per la protezione ambientale. Fuori dallorario di lavoro è anche segretario del Movimento difesa del cittadino e dirigente di Legambiente. Non è un caso che ieri alla presentazione della sua candidatura sono accorsi, fra gli altri, il segretario regionale del Wwf Angelo Palmieri, la presidente di Legambiente Palermo, Maria Zammito, e Rosanna Piraino, docente di architettura da anni impegnata nelle battaglie contro gli scempi urbanistici. A sostegno della candidatura di Messina si sono schierati il consigliere comunale Rosario Filoramo, Giovanni Bruno esponente dellarea socialista del Pd e numerosi radicali. A dimostrazione che in Messina riconoscono le idee più marcatamente laiche del partito. «Vogliamo costruire un Pd - sottolinea il candidato alla segreteria regionale - che sappia essere strumento di crescita sociale: le associazioni sono le interlocutrici di questo rinnovamento. E vogliamo valorizzare la partecipazione per creare la condizione di una democrazia che coinvolga soprattutto nelle decisioni. La partecipazione deve essere il filo conduttore delle scelte politiche e programmatiche del Pd. Il partito deve interpretare e rappresentare le esigenze e i bisogni della gente, superando i limiti delle differenze e delle esclusioni». Per realizzare tutto questo bisognerà iniziare dai circoli e dal superamento delle correnti «che hanno rappresentato un limite nel processo di rinnovamento del partito». A tal proposito, Michele Meta, coordinatore nazionale della mozione Marino, sottolinea che le candidature del chirurgo trapiantista e di Messina in Sicilia «sono fuori dal sistema delle correnti che finora ha danneggiato il Pd». La candidatura di Messina, sottolinea, Meta «non è né minoritaria, né di testimonianza, è una candidatura vera». Ignazio Marino, che a Palermo conoscono bene per avere diretto listituto di trapianti Ismett, tornerà in Sicilia il 24 e il 25 per la campagna elettorale tutta interna al Partito democratico.