«Gli amministratori del Pdl non hanno speso nemmeno una parola per dire "no" all'edificazione incontrollata» Sanremo. Il Partito democratico imperiese appoggia la Regione Liguria sulla scelta di introdurre, attraverso una variante al Piano paesistico, nuovi vincoli all'edificazione sulla fascia costiera e collinare, in particolare a Sanremo. Una decisione che ha suscitato dure reazioni in provincia di Imperia e soprattutto nella città dei fiori, dove il vincolo interessa circa la metà del territorio pre-collinare e collinare. Nel dettaglio, non si potrà costruire, tra l'altro, sul crinale di via Padre Semeria e Coldirodi, nella zona di San Bartolomeo, sul crinale tra la Madonna della Costa e San Romolo, nelle zone di Poggio Radino e Costa Peiranze, a Poggio e sul versante che va fino a via Val d'Olivi. Vincolate anche la fascia litoranea tra Villa Helios e il depuratore. Davanti al coro di proteste degli amministratori imperiesi, il Pd passa al contrattacco. «Il recente provvedimento della Regione Liguria che pone vincoli di costruzione in alcune aree di particolare pregio ambientale, come Capo Berta ad Imperia, la zona collinare di Sanremo e le zone dismesse dell'ex-ferrovia - spiega Giovanna Baldassarre, responsabile della comunicazione della segreteria provinciale del Pd - ha determinato un coro di sdegnata opposizione da parte dei presidenti delle Province di Imperia e Savona, nonché di sindaci di svariati comuni dell'Imperiese, capitanati da Strescino e Zoccarato. Questi amministratori hanno definito il provvedimento privo di giustificazioni, destinato a danneggiare il turismo e ancora frutto di un "diktat di una regione matrigna nei confronti del ponente ligure". In pratica, gli amministratori si dicono preoccupati perché lo stop alla cementificazione rappresenterebbe un ostacolo al turismo e all'economia della zona». Per il Partito democratico, l'analisi non ha tenuto invece conto di altri aspetti. «Non è stata spesa neanche una parola per sottolineare che l'edificazione incontrollata porta ad uno stravolgimento ecologico e paesaggistico del territorio che, il più delle volte, rappresenta un vantaggio solo per chi opera in maniera speculativa, senza apportare miglioramento alcuno degli standard ambientali, economici e turistici della zona, cioè per la cittadinanza intera della nostra provincia». In una Liguria, ricordano dalla segreteria, che «detiene già il triste primato di essere la regione d'Italia che si è mangiata la maggior superficie libera dal cemento: in quindici anni, dal 1990 al 2005, quasi la metà delle zone libere sono state cementificate». Il Pd conclude ribadendo la competenza della Regione in materia, pur aprendo alle amministrazioni locali. «Nel ribadire l'appoggio al provvedimento della Regione, vogliamo sottolineare che non rappresentano un'indebita ingerenza su questioni di pertinenza dei Comuni, pur ritenendo che decisioni così importanti debbano essere prese con il coinvolgimento dei sindaci e delle associazioni presenti sul territorio». P.I.