Si tratta di caserme, poligoni di tiro e basi logistiche in 17 comuni Roma. Per anni sono stati testimonianze di un passato bellico che l'Italia ha archiviato. Sono stati preda del tempo e guardati con interesse da gruppi imprenditoriali. Sono caserme (da 6 a 13 ettari), forti, poligoni di tiro e basi logistiche che compongono (quasi) l'intero patrimonio del demanio militare in Liguria. Trentadue immobili, sparsi in diciassette comuni delle quattro province, per i quali ieri la Regione e l'Agenzia del demanio hanno sottoscritto un'intesa. Si tratta di un documento istituzionale per condividere lo studio di fattibilità per l'attuazione del Puv della Regione Liguria (Programma Unitario di Valorizzazione) che per ognuno di questi immobili - «nel rispetto del valore storico, ambientale e di memoria dei luoghi» spiega l'assessore alle politiche abitative Maria Rita Berruti - indica la via della valorizzazione, attraverso una trasformazione in cui le funzioni immobiliari di tipo residenziale, terziario, commerciale, alberghiero e artigianale si integreranno con funzioni pubbliche e nuovi spazi per la collettività. Un'operazione che, una volta completata, secondo le stime della Regione dovrebbe portare sul territorio interventi per oltre un miliardo di euro. La valorizzazione sarà realizzata sia attraverso la cessione agli enti locali, sia con l'immissione sul mercato attraverso bandi preparati dai Comuni ai quali andrà il 15 dell'importo ottenuto dalla vendita al massimo rialzo. «Nessuna Regione prima della Liguria è riuscita a presentare un progetto del genere che non ragiona sul singolo cespite, ma sul complesso dei beni immobiliari da valorizzare, in modo da compensare perdite e guadagni» spiega Berruti. Radice dell'intesa firmata ieri è la finanziaria del 2007 con la quale si stabiliva che tutti i beni non più funzionali all'attività militare passassero al demanio per la valorizzazione. Nell'ottobre furono firmati protocolli d'intesa tra l'Agenzia del demanio, la Regione e i Comuni interessati e pochi mesi dopo fu affidato lo studio di fattibilità alla società Scenari Immobiliari che, per ogni cespite ha individuato la valorizzazione e la destinazione d'uso appropriata. Ieri, con l'ulteriore passaggio della condivisione degli indirizzi di sviluppo definiti attraverso lo studio di fattibilità, l'Agenzia del demanio e la Regione Liguria si impegnano, ciascuna per propria competenza, ad attuare il programma di riqualificazione, attraverso la sottoscrizione degli accordi con i singoli comuni in cui risiedono gli immobili e il coordinamento delle attività amministrative necessarie a rendere realizzabili le trasformazioni urbanistiche indicate dal Puv. Due esempi. Il primo, Albenga, dove il Demanio mette sul piatto due grandi caserme, la Piave e la Turinetto: sulla prima la Provincia farà un grande plesso scolastico; la seconda è destinata a fini turistici. Il secondo è il forte di Pornassio, grande e importante dal punto di vista storico e paesaggistico: sarà acquistato, a prezzo stracciato, dal Comune con l'aiuto della Regione che ha già stanziato centomila euro.