Bondi-Bresso su Venaria è lite continua «BONDI si comporta più da politico che da ministro: farebbe meglio ad essere meno arrogante». «La signora Bresso si considera già in campagna elettorale. A questo punto la collaborazione a Venaria è chiaramente impossibile». Non si placa la rovente polemica tra la presidente della Regione e il ministro dei Beni culturali sulla nomina del successore di Callieri alla guida del Centro di restauro di Venaria. Anzi, ieri un nuovo ruvido botta e risposta tra i duellanti ha acceso ancor più i toni della querelle, nella quale il ministro è tornato a minacciare il "divorzio" tra gli enti nella gestione del centro venariese. Giovanna Cattaneo: "Altrimenti non potremo valorizzarlo" Giorni inquieti per la Versailles sabauda e la Fondazione Fotografia, istituzioni culturali al centro delle polemiche Si accende la lite sul Centro Restauro. La presidente: "Governo arrogante". Il ministro: "Impossibile collaborare" Del Noce prende le distanze: "Noi non centriamo in questa querelle. E poi la Reggia è dello Stato..." In mattinata Bresso ha ribadito la posizione della Regione: «Nessuno - ha detto, riferendosi alla candidatura di Toto Bergamo Rossi, indicato da Bondi nei giorni scorsi - chiede che il presidente del Centro Restauro di Venaria sia un piemontese. Ma i soci che ne assicurano il funzionamento non possono essere bypassati da una decisione che il governo vuole imporre senza discussione. Io resto dellopinione che la persona scelta debba vivere e lavorare in Piemonte». Ed ha aggiunto: «Al governo suggerirei meno arroganza e più attenzione». La risposta di Bondi è arrivata nel pomeriggio: «Evidentemente la signora Bresso si considera già in campagna elettorale. Poiché ci interessa soltanto valorizzare il nostro patrimonio culturale e non partecipare a inutili polemiche, si prende atto dellimpossibilità di proseguire in una collaborazione per la gestione comune di Venaria e del suo Centro di Restauro». Se questo sia lannuncio di una clamorosa uscita dalla gestione dellintero complesso della Reggia, non è chiaro. La stessa presidente non nasconde le sue perplessità: «Lo Stato - ricorda - è proprietario della Reggia ed è tra i soci fondatori del consorzio della Reggia e del Centro Restauro. Quindi non capisco che cosa significhi la minaccia di Bondi: che il Centro non può più stare lì, oppure che resta ma il governo ritira il suo membro dal cda? Comunque, lo Stato non può ritirare un finanziamento che non cè, per cui non mi preoccupo». «La Regione - aggiunge Bresso - è intervenuta su un bene abbandonato dello Stato, realizzando un imponente restauro perlopiù con risorse europee. Una legge ne affidò la gestione allattuale Consorzio. Se questo si dovesse sciogliere, lo Stato resterebbe solo nella gestione e manutenzione. Se vuole farlo, faccia pure, non vogliamo per forza spendere soldi nostri per far funzionare Venaria, mentre il governo non mette un euro». Dalla querelle si tiene ben lontano il presidente del Consorzio di Venaria, Fabrizio Del Noce: «Noi non centriamo nulla, il Consorzio è una cosa e il Centro Restauro unaltra. In queste polemiche non abbiamo motivo di intervenire». E la minaccia di Bondi di lasciare Venaria? «Non credo proprio che alludesse a una possibile uscita dal Consorzio, anche perché la Venaria è una proprietà dello Stato».
PIEMONTE - Venaria, Bresso sfida Bondi "Vuole lasciare? Faccia pure..."
La presidente della Regione Piemonte, Giovanna Cattaneo, e il ministro dei Beni culturali, Stefano Bonardi, sono in lite sulla nomina del successore di Callieri alla guida del Centro di restauro di Venaria. La Cattaneo ha accusato il ministro di essere arrogante e di non valutare la posizione della Regione. Il ministro ha minacciato di "divorzio" tra gli enti nella gestione del centro venariese. La Cattaneo ha ribadito la posizione della Regione, che vuole che il presidente del Centro Restauro di Venaria sia un piemontese. Il ministro ha risposto che la persona scelta deve vivere e lavorare in Piemonte e che il governo suggerisce meno arroganza e più attenzione.
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