Approvati i documenti presentati dagli assessori Amati e Minervini Dalla fonte al riutilizzo nei campi. Lacqua pugliese adesso è sotto tutela. Su proposta dellassessore alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati, la giunta ha approvato ieri il Piano di tutela delle acque. «Uno strumento decisivo per la Puglia» lo ha definito il presidente Nichi Vendola. «Per la prima volta - ha spiegato Amati - la nostra regione si dota di uno strumento regolatore del governo dellacqua a livello di pianificazione territoriale regionale, uno strumento dinamico di conoscenza e di programmazione che si pone come obiettivo la tutela, la riqualificazione e lutilizzo sostenibile del nostro patrimonio idrico». Il documento parte da una ricognizione di tutte le risorse idriche pugliesi, dagli invasi alle falde, e pone laccento sulle criticità della regione. «Il tema più grande posto dal documento - ha spiegato lassessore alle Opere pubbliche - riguarda il riutilizzo nelle campagne dellacqua consumata dai pugliesi. Dobbiamo ridurre lo sfruttamento delle falde acquifere, già molto stressate, migliorando e aumentando gli impianti di depurazione e affinamento». Lurbanizzazione e la cementificazione della Puglia, nei prossimi anni, dovrà attenersi ai limiti e alle prescrizione poste dal piano di tutela delle acque. Questo documento segue solo di una settimane un altro strumento di salvaguardia ambientale approvato dalla giunta regionale pugliese: il piano per la tutela delle coste. Prima di approvarlo in consiglio regionale, lassessore alla Trasparenza, Guglielmo Minervini, illustrerà il provvedimento nelle principali località balneari della regione. «il Piano delle coste fornirà ai Comuni gli strumenti per redigere i loro piani di risanamento del litorale avendo piena e profonda conoscenza del sistema costiero pugliese e dei fenomeni complessi che lo interessano: dallerosione, che riguarda circa il 60 per cento del litorale pugliese, allaggressione del cemento, allintervento delluomo».