Procede il restauro della nuova sede dellIstituto: a dicembre arriva Napolitano UNa villa fortilizio, che si erge proprio di fronte alla Badia, sede dellIstituto universitario europeo. Due edifici su due colline divise dalla Faentina, che si fronteggiano anche con il loro carico di storia antica. Villa Salviati è ormai invisibile, ingabbiata tra i ponteggi, un cantiere affollato di operai anche di sabato. Già, lappuntamento per inaugurare una parte di questa nuova sede dellIstituto è già fissato. E il 17 dicembre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano taglierà il nastro dei nuovi locali sotterranei, oltre mille metri quadrati, che ospiteranno tutti gli archivi dellUniversità Europea. Spazi ricavati sotto al giardino e alle scuderie, un intervento invisibile che non tocca larchitettura delle villa, che il presidente Napolitano vedrà a dicembre con tetto e facciate completamente restaurate. Poi, ci vorranno altri due anni di cantiere per ripristinare i circa 7 mila metri quadrati di questa grandiosa dimora, prima castello dei Montegonzi, acquistato da Alammano Salviati, che nel 1469 lo fece ridisegnare come villa signorile con boschi e giardini, a Giuliano Da San Gallo. Saloni, chiostri, cortili, grotte, stanzoni e cantine che diventeranno nuovi uffici amministrativi, sale per seminari, forse sede di alcuni dipartimenti. Costo previsto per tutti gli interventi, diretti dal Provveditorato alle Opere pubbliche con la supervisione della soprintendenza, 15 milioni di euro: a cui sono stati aggiunti ultimamente altri 7 milioni di euro, sempre da parte del ministero delle Infrastrutture, per ulteriori integrazioni di fine lavori. Una villa monumentale che conserva testimonianze e abbellimenti cinquecenteschi di Francesco Rustici e Giorgio Vasari, e che nasconde tra le sue mura molta storia fiorentina, in gran parte segnata dalla rivalità tra i Medici e i Salviati, tuttavia riabilitati da Cosimo I, che affidò a Leonardo Salviati, promotore dellAccademia della Crusca, la "rassettatura" (ovvero ledizione riveduta e purgata) del Decamerone di Boccaccio. E tra i tanti episodi che si legano a questa villa, le cronache registrano la macabra notte di Capodanno del 1638, in cui la moglie di Jacopo Salviati fece portare in dono al marito la testa dellamante Caterina Canacci avvolta in un lenzuolo nella cesta dei panni. Nel 1844 la villa fu poi venduta allinglese Arturo Vansittard, quindi passò al tenore Mario Duca di Candia ad inizio '900 e quindi ad un banchiere tedesco e infine ad un avvocato svizzero. Ma ha sempre mantenuto la sua architettura di fortilizio michelozziano e di palazzo rinascimentale insieme. Infine nel 2000 è stata acquistata dallo Stato per essere appunto restaurata e destinata alle attività dellIstituto universitario europeo. «La nostra sfida è creare un grande campus universitario, con edifici e corpi comunicanti, collegando tutte le sedi - spiega il segretario generale Marco Del Panta Ridolfi - La Badia, Villa Schifanoia, gli alloggi delle nuove 60 villette e Villa Salviati. Per questo stiamo comprando dei terreni per realizzare camminamenti e passaggi tra le varie 6-7 sedi più grandi, che si troverebbero a 500-600 metri di distanza massima. Così tra qualche mese gli archivi storici lasceranno la sede di Villa il Poggiolo in piazza Edison per essere collocati tutti a Villa Salviati». Riunire, accorpare, avvicinate tutte le sedi e gli alloggi dellIstituto Europeo, per farne un grande campus di specializzazione, il cuore pulsante dellUniversità europea, il laboratorio delle sue relazioni internazionali, della sua politica economica e monetaria, oltre che il centro di formazione per i tanti ricercatori che seguono le sue attività accademiche e corsi di dottorato. E Firenze che da sempre vive la "separatezza" con questo super-istituto sulle colline di Fiesole, sarà ancora più lontana? «Questa vecchia discrasia va cancellata definitivamente - dichiara il segretario generale - Siamo aperti al dialogo, i nostri open day per incontri, seminari, concerti sono ormai una consuetudine. Ma abbiamo in mente di creare con Palazzo Vecchio una conferenza annuale per discutere su dove va lEuropa e sulle politiche che dellUnione. Eventi per portare lEuropa ai cittadini, varie iniziative di comunicazione e laboratori. Ho preso contatti con il nuovo assessore alla cultura Giuliano da Empoli, ci incontreremo e vedremo di organizzarci in modo efficace». I